Gennaro Gattuso (Ansa)
Gennaro Gattuso (Ansa)

Napoli, 24 marzo 2020 - Alla fine ha vinto il buonsenso: anche il Napoli si è arreso all'emergenza sanitaria, rimandando a data da destinarsi la ripresa degli allenamenti fissata appena qualche giorno fa per domani, mercoledì 25 marzo.

UNA SAGGIA DECISIONE - A darne notizia sono stati i canali ufficiali del club partenopeo, che ha comunicato così la propria intenzione di allinearsi con le altre società italiane, tutte ferme in attesa di ulteriori disposizioni in materia di diffusione del COVID-19. In questo modo rientra lo strascico di polemiche, di cui per la verità se ne sarebbe fatto volentieri a meno, che aveva investito in particolare Aurelio De Laurentiis e Claudio Lotito, rei di non aver seguito la direttiva lanciata dalla Lega Calcio e dell'Associazione Italiana Calciatori, ovvero rimandare il ritorno alla normalità almeno fino all'inizio di aprile, ovvero circa un mese prima dell'eventuale ripresa del campionato. Già, il campionato: nel mirino sono finite le ambizioni sportive di Lazio e Napoli, rispettivamente in lotta per lo scudetto e la Coppa Italia. Di fronte ai numeri terrificanti dell'emergenza Coronavirus risulta difficile credere che qualche presidente di Serie A abbia anteposto il pallone rotolante e gli interessi del suo club al benessere collettivo, che in questo momento può essere tutelato solo restando a casa: un diktat valido per tutti i cittadini, compresi i calciatori, tra le cui fila si annoverano tra l'altro diversi positivi al COVID-19. Più probabile che Lotito e De Laurentiis abbiano solo voluto prendere tempo per gestire meglio una situazione che ha colto tutti di sorpresa, compresi due personaggi da sempre abituati a voler avere ogni cosa sotto controllo.

IL METODO TABATA - A proposito di controllo: la palla, solo virtualmente, passa ai giocatori, chiamati a tenersi in forma da casa. La tecnologia corre in aiuto di Gennaro Gattuso che, insieme al suo staff, monitora la situazione e detta le linee guida, a cominciare dall'alimentazione: 3 pasti e 2 spuntini al giorno, da smaltire con allenamenti ad alta intensità. Si chiama metodo Tabata e consiste in 20'' a tutta, intervallati da 10'' di riposo: un trend da ripetere 8 volte. In questo modo i calciatori dovrebbero mantenere almeno una parte della condizione fisica, mentre per quella psicologica danno una mano i social, dove a spopolare in questi giorni di quarantena sono proprio le immagini di vita quotidiana degli idoli dei tifosi, mai umani come in un periodo così nero.