Simone Inzaghi al termine dell'ultima gara contro il Bologna
Simone Inzaghi al termine dell'ultima gara contro il Bologna

ROMA, 14 maggio 2020 – La Lazio al centro della bufera. Nella giornata di ieri i biancocelesti hanno aumentato i carichi di lavoro a Formello. Un modo per ritrovare la giusta forma fisica in vista di una possibile ripresa del campionato, dopo due mesi di inattività. Peccato però, che sul finire della seduta, sia andata in scena una partitella d’allenamento, vietata dalle attuali norme, che cambieranno solo a partire dal 18 maggio. Verdi contro blu, 3 contro 3. Una per ogni turno di allenamento, ben 4 divisi fra la mattina e il pomeriggio.

Il tutto in scena al campo di allenamento Mirko Fersini, quello più vicino alla strada. Inzaghi coperto da una mascherina, a dirigere. Una rete verde a proteggere l’attività da occhi indiscreti, non è bastata a nascondere l’attività. Inzaghi carica i suoi, grida, dà indicazioni, scherza con i calciatori presenti. Clima allegro quindi, d’altronde la voglia di ripartire e tornare alla normalità è tanta. Lo stesso succede anche nei turni pomeridiani, mezz’ora di partitella per i sei elementi sul terreno di gioco.

La Lazio si sente sicura, ha sanificato il centro sportivo a regola d’arte, ha svolto test accurati prima di riprendere gli allenamenti individuali, è sicura di non mettere a rischio la salute dei suoi tesserati. Rimane però il fatto, che per le partitelle si sarebbe dovuto attendere ancora qualche giorno, e che i biancocelesti siano finiti nell’occhio del ciclone per questo. Si attende una comunicazione da parte della società in risposta a quanto accaduto.