Javier Zanetti alza la Champions 2010
Javier Zanetti alza la Champions 2010

Milano, 22 maggio 2020 – E’ sempre stato un vanto per i tifosi nerazzurri il Triplete: l’Inter è stata l’unica squadra in Italia a riuscirci. E’ un predominio che per il momento resta incontrastato, nemmeno l’acerrima nemica Juventus ci è riuscita. In Europa invece ce l’hanno fatta vere e proprie squadre monumento come Barcellona, Ajax e Bayern Monaco, ma anche il Celtic nel 1967, la prima in assoluto a completare al tripla corona. Oggi, per i tifosi nerazzurri è tempo di festeggiare: ricorre infatti il decennale dal successo in Champions contro i bavaresi.

MILITO: LA SERA PRIMA… - Tra i grandi protagonisti di quella serata c’è ovviamente Diego Milito, fu lui ad aprire e chiudere le marcature al 35’ e al 70’, prima il graffio sulla partita, poi il sigillo. Alla fine, festa. Proprio el principe ha scritto per questa ricorrenza una lettera a tutti i tifosi nerazzurri: “Non è stata un vigilia come le altre – ha scritto l’argentino – La sera prima bevemmo mate con Samuel e guardammo 'Illuminados por el fuego”, un film sui nostri connazionali eroi nella Guerra de las Malvinas. Brividi. Poi tutti a dormire”. Poi la partita, il lancio di Julio Cesar, la sponda per Snejider che poi sforna l’assist per l’uno a zero: “Il lancio di Julio era leggermente lungo e Demichelis era una montagna – il racconto di Milito - C'era Wesley pronto per il passaggio: sapevo che con lui la palla arrivava sempre. Così sono partito dritto, profondo. Ho fatto un bel controllo, ho visto arrivare Badstuber alla mia destra. Lì ho fatto una finta, noi la chiamiamo amague, e dopo un attimo correvo a esultare”. Sul secondo gol invece Milito ricorda i tempi del Racing: “Bisogna riavvolgere il nastro e tornare al 2001 – ricorda el principe - Racing-Lanus 2-0, penultima giornata dell’Apertura. Erano 9 anni che pensavo a quell’azione: al Cilindro de Avellaneda punto il difensore, finta a uncino, rientro ma con la palla che mi rimane sul destro. Tiro quasi di esterno, traversa, Chatruc segna sulla ribattuta. A Madrid la mia finta su Van Buyten è stata identica a quella di quel giorno: sono stato solo più bravo a riuscire a tenere la palla alla distanza giusta per aprire il piatto sul secondo palo. In quel momento ho abbracciato idealmente i tifosi nerazzurri di tutto il mondo”.

BARCELLONA, INTERMINABILE – I ricordi degli interisti ovviamente ricadono spesso sulla doppia sfida di semifinale contro il Barcellona, ma ai gironi l’Inter rischiò di uscire essendosi trovata sotto a Kiev per uno a zero a cinque minuti dal termine. Scattò però l’incredibile rimonta firmata Milito-Snejider in 5 minuti, prima il sinistro sporco dell'argentino, poi, all'89', il tap in dell'olandese: “Io il gol di Sneijder l’ho dovuto rivedere in TV – racconta Milito - Non volevo che la palla andasse oltre la linea di fondo, allora sono andato a recuperarla e ho pensato che l’unica cosa che avrei potuto fare era calciare fortissimo addosso al portiere. Dopo aver tirato, sono caduto per terra. Il tempo di rimettermi in sesto e ho visto Sneijder che esultava come un pazzo: non mi ero reso conto che avesse segnato”. E poi la semifinale, quella strenua resistenza al Camp Nou e per giunta in inferiorità numerica: “Ricordo bene l’orologio di quello stadio: sembrava di sale. L’ho guardato dopo che in campo era già trascorsa una vita e segnava 15’: interminabile, ma che coraggio quella sera da parte di tutti!”. Fu festa, perché dopo aver visto l’inferno la finale col Bayern non poteva che finire come tutti sappiamo...