Antonio Conte (LaPresse)
Antonio Conte (LaPresse)

Roma, 24 aprile 2019. È già aria di cambiamento in casa Roma. La parentesi Ranieri è destinata a chiudersi con la fine del campionato 2018-2019 e per il suo successore sta circolando un nome molto pesante delle parti di Trigoria, quello dell’ex commissario tecnico della nazionale Antonio Conte. I dirigenti giallorossi hanno avuto ben tre incontri l’ex tecnico del Chelsea, tra i quali uno a Londra con Baldini, e hanno calato sul tavolo un’offerta ricca, così come non si vedeva dai tempi di Fabio Capello. La Roma avrebbe offerto a Conte un contratto triennale da 9,5 milioni di euro a stagione e, in più, l’ingaggio della gran parte della sua squadra di tecnici, tra i quali anche il preparatore atletico Bertelli, a conferma della insoddisfazione di Trigoria dello status quo attuale. Il mister salentino è ormai una superstar tra gli allenatori, al Chelsea non guadagnava meno di 11 milioni di euro, e, se dovesse arrivare a sedersi sulla panchina della Roma chiederebbe prima di tutto la qualificazione in Champions League e poi una campagna acquisti di livello. Resta il dubbio se la Roma possa permettersela e, in ogni caso, per ingaggiare l’allenatore ex bianconero dovrebbe rinunciare ad alcuni dei suoi stipendi più pesanti come quelli di Dzeko, Nzonzi o Pastore.

MANGIA: “PASTORE? LE SUE DIFFICOLTÀ NON SOLO TATTICHE”. E proprio Pastore, uno degli ultimi colpi di Monchi, non sta rispettando le aspettative con prestazioni non all’altezza della sua storia. “Quando le cose non vanno bene le motivazioni sono sempre molteplici” – ha detto il suo ex allenatore Davis Mangia ai tempi del Palermo ai microfoni di Retesport “Ha reso meno di quello che tutti si aspettavano ed ha risentito delle difficoltà della Roma in questa stagione. A Palermo ha dato il meglio in un centrocampo a rombo dietro a due attaccanti. Ma il 4-3-3 di Di Francesco è un sistema propositivo, lui avrebbe avuto le caratteristiche per dargli qualità, giusto pensarlo ad inizio stagione come mezzala. Le sue difficoltà alla Roma non sono dovute solo alla tattica”.