Enrico Castellacci
Enrico Castellacci

Milano, 26 maggio 2020 - La serie A viaggia veloce verso la ripresa. Giovedì 28 maggio è in programma la riunione fra i vertici del calcio italiano e il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, dalla quale ci si augura possa arrivare la definitiva fumata bianca per il ritorno in campo a partire dal 13 giugno con i recuperi della 25esima giornata (Atalanta-Sassuolo, Hellas Verona-Cagliari, Inter-Sampdoria e Torino-Parma). In attesa del via libera del Governo, la Lega di serie A e la Federcalcio hanno pensato a un programma che prevederebbe tre fasce orarie per le gare (16:30, 18:30 e 21). Ma non tutti sembrano convinti da questa proposta. 

"Giocare alle 16.30? E' difficile farlo a quell'ora perché in estate fa molto caldo - il pensiero a Radio Kiss Kiss di Enrico Castellacci, presidente dell'associazione dei medici di calcio - Mi ricordo il Mondiale in Brasile, giocammo con un tasso di umidità del 90% all'una del pomeriggio. Sono temperature difficili da sopportare. E' un orario che avrei evitato puntando su altre fasce orarie". Non solo, perché a far discutere è anche la frequenza con cui le squadre dovrebbero scendere in campo. "Giocare ogni tre giorni crea rischi maggiori per i calciatori - ha detto il vicepresidente dell'Assocalciatori, Umberto Calcagno, a Sportmediaset - Speriamo che la situazione epidemiologica migliori già nelle prossime due settimane e anche il protocollo si alleggerisca".