Edoardo Scotti, a sinistra, ha cercato la rimonta: fatale un errore nel cambio
Edoardo Scotti, a sinistra, ha cercato la rimonta: fatale un errore nel cambio
Non riesce l’ultimo miracolo. Nonostante l’ennesimo record nazionale (2’58”81) la nostra 4x400 si accontenta del settimo posto. Dominio Usa e azzurri (Sibilio, Scotti, Aceti e Re) penalizzati da un pasticcio al cambio finale. Ciò nonostante, il bilancio della atletica leggera resta sontuosamente clamoroso. Cinque medaglie d’oro non se le...

Non riesce l’ultimo miracolo. Nonostante l’ennesimo record nazionale (2’58”81) la nostra 4x400 si accontenta del settimo posto. Dominio Usa e azzurri (Sibilio, Scotti, Aceti e Re) penalizzati da un pasticcio al cambio finale.

Ciò nonostante, il bilancio della atletica leggera resta sontuosamente clamoroso. Cinque medaglie d’oro non se le aspettava nessuno, nella prima Olimpiade senza Bolt.

A infastidire, conviene ripeterlo qui e ora, è il modo in cui americani, inglesi e adesso anche i francesi stanno commentando le imprese degli italiani in pista e in pedana. Siamo sempre ai sospetti, alle dicerie (su Jacobs in particolare) e tocca ribadire il concetto: ci vogliono le prove, per accusare e successivamente condannare. Finora, siamo al pettegolezzo da taverna.

Di più. Le grandi potenze storiche dell’atletica stentano ad adattarsi ad un mondo che cambia e che diventa più piccolo. Una generazione fa i dubbi su Bolt fecero epoca: ma ad essere beccati per doping furono i velocisti statunitensi...

Il mondo è più piccolo, dicevo. Ieri, per dire, un indiano, Neeraj Chopra, ha vinto l’oro nel giavellotto. Un indiano! E il contributo di immigrati di prima e seconda generazione, un tempo esclusiva di imperi ex coloniali, ora si registra ovunque. L’Olanda, per dire, ha fatto doppietta nei 5.000 e 10.000 femminili con la formidabile Sifan Hassan, che è di origini etiopi. La rinascita italiana è solo il tassello di un mosaico non semplice da decifrare. Nella marcia più o meno siamo sempre stati lì. Tamberi senza infortunio vinceva già a Rio. La vera, mirabolante sorpresa sono Jacobs e i suoi fratelli di staffetta. Ma gli americani ai Giochi non vincono i 100 dal 2004 e i britannici dal 1992.

Sarà mica colpa loro, per caso?

l. t.