Alexey Lutsenko vince la quarta tappa della Tirreno-Adriatico 2019 (Ansa)
Alexey Lutsenko vince la quarta tappa della Tirreno-Adriatico 2019 (Ansa)

Fossombrone, 16 marzo 2019-  All’elenco di chi deve vincere due volte una corsa ampiamente meritata si iscrive anche Alexey Lutsenko: quando la Tirreno-Adriatico 2019 si presenta nelle terre del suo indimenticato compagno Michele Scarponi, il campione nazionale kazako si inventa un’impresa scappando sui muri marchigiani a 36 chilometri dal traguardo, poi rischia di veder sfumare tutto perché agevola la rincorsa di Roglic e Adam Yates con un paio di cadute in discesa, infine sul traguardo di Fossombrone, dove è costretto giocarsi tutto allo sprint con quei due, è bravissimo a spremere le ultime energie per non farsi portar via il successo. Stremato e acciaccato per via dei capitomboli, Lutsenko può godersi il quinto successo stagionale dopo il filotto in Oman, tre tappe e la classifica finale dedicati alla compagna che durante l’inverno ha dovuto interrompere una doppia gravidanza.

Quinta tappa, Fuglsang nel nome di Scarponi

Orari tv, percorso e favoriti della sesta tappa

Nella quarta tappa fra i due mari sparisce Geraint Thomas (ritirato) e c’è anche un po’ d’Italia. Intanto all’arrivo: un vivace Davide Formolo è subito dietro al quartetto più avanzato dopo essersi mosso anche in salita, e appena davanti a Bettiol, ancora al passo dei migliori. Poi Vincenzo Nibali, che non risponde subito agli attacchi di chi vuol far classifica, ma chiude sul vagone di prima classe. Infine Mirco Maestri, alla terza fuga in altrettante tappe in linea: raccogliendo altri traguardi lungo il percorso, il reggiano della Bardiani Csf, formazione interamente tricolore, mantiene la maglia della classifica a punti.

LA SITUAZIONE. All’arrivo, Lutsenko precede Roglic, Adam Yates e Fuglsang, rimasto sempre a proteggere il vincitore di giornata. Quinto Formolo a 9’’, sesto Bettiol che a 23’’ regola il gruppo con Alaphilippe, Dumoulin e Nibali.
Classifica:
1) Adam Yates (Gbr, Mitchelton)
2) Roglic (Slo) a 7’’
3) Dumoulin (Ola) a 50’’
4) Alaphilippe (Fra) a 56’’
5) Oomen (Ola) st
6) Lutsenko (Kaz) a 1’06’’
7) Poels (Ola) a 1’16’’
8) Fuglsang (Dan) a 1’19’’
9) Bettiol a 1’21’’











11) Pinot (Fra) a 1'27"
13) Nibali (Ita) a 1'54"

LE PAROLE. Ovviamente strafelice Lutsenko, che pensava di non potercela più fare: “Sono caduto due volte negli ultimi 20 km e questo ha reso tutto più difficile. Per fortuna nel gruppetto di tre corridori che inseguiva c'era il mio compagno Fuglsang. Considerando quello che è successo, sopratutto la caduta finale, sono davvero felice di aver ottenuto una vittoria come questo in una giornata che sembrava dover concludersi male. Mi dà tanta motivazione per domani e per le classiche”. Ride anche Adam Yates, puntuale nel replicare agli attacchi di Roglic in salita per difendere il primato: “È stata una frazione dura, come una classica delle Ardenne, tutto il giorno su e giù per strade tortuose e salite ripide. Sull'ultima salita sono riuscito a mantenere il ritmo di Roglic, mi spiace un po’ di non aver conquistato la tappa, ma oggi ha vinto il più forte”.

LA NOTA POSITIVA. Da Cartoceto in poi, fino al muro dei Cappuccini affrontato due volte nel finale, un pubblico da classiche: quando mette il naso nelle Marche, il ciclismo non resta mai deluso dall’affetto della gente.

LA NOTA NEGATIVA. Al quinto giorno della nuova era, la Rai chiama i rinforzi: sul palco rispunta il ct Cassani, che da opinionista se li mangia tutti. Dalla new entry Alessandro Ballan una chicca: parlando dello sprint del giorno precedente, l’ex iridato fa notare che Viviani è andato più forte di Sagan che, a sua volta, ha avuto una velocità superiore a Gaviria. Chissà perché sono arrivati proprio in quest’ordine…