Elia Viviani a braccia alzate a Foligno (Ansa)
Elia Viviani a braccia alzate a Foligno (Ansa)

Foligno, 15 marzo 2019 - Elia Viviani doveva essere ed Elia Viviani è. Oltre che previsto, è un successo ricco. Intanto perché alla Tirreno-Adriatico 2019 l’olimpionico non aveva mai vinto. Poi perché in Italia con la maglia tricolore non aveva ancora vinto. Poi perché allunga la serie stagionale a 4 successi in altrettante corse. Ma soprattutto perche un italiano alla corsa dei due mari non conquistava una tappa da quattro anni: curiosamente, anche l’ultimo a riuscirci, Adriano Malori nella crono d’apertura dell’edizione 2015, aveva addosso la maglia di campione nazionale, nel suo caso, di specialità.

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Per mettere insieme tutte queste cose, Viviani si prende la tappa più lunga, che si conclude dopo 226 chilometri a Foligno. Con un finale perfetto, da grande pistard: a tre chilometri dal traguardo si piazza sulla ruota di Gaviria, all’ultima curva sceglie quella dell’ex iridato Sagan ed è la mossa che gli permette di saltarlo negli ultimi cento metri. Più che un fatto statistico (nel conto, si aggiornano anche i successi della sua Deceuninck, già a quota 17), è un segnale: dalla corsa dei due mari, il veneto lo spedisce direttamente alla Riviera di Sanremo.

La situazione. Nobile il podio della terza tappa: Viviani in 5h 26’ e 45’’ (media 41,5) precede l’ex iridato Sagan e il colombiano Gaviria. Nei dieci anche Nizzolo (quarto), Cimolai (sesto), Ballerini (nono) e Pacioni (decimo).

Classifica dopo la terza tappa: 1) Adam Yates (Gbr, Mitchelton), 2) Bookwalter (Usa) st, 3) Roglic (Slo) a 7’’, 4) De Plus (Bel) st, 5) Dumoulin (Ola) a 22’’, 8) Alaphilippe (Fra) a 27’’, 9) Poels (Ola) a 47’’, 11) Bettiol a 52’’, 14) Pinot (Fra) a 58’’, 15) Van Avermaet (Bel) a 1’06’’, 25) Nibali a 1’25’’, 38) Thomas (Gbr) a 2’10’’.

Le parole. La prima alla Tirreno, Viviani la racconta così: «Finale caotico, purtroppo non avevo con me né Richeze né Morkov, per fortuna c’era Stybar che prima mi ha protetto la ruota e poi, quando c'è stato un rallentamento ai 500 metri, è stato bravissimo ad andare in testa per allungare nuovamente la fila. Nei finali così tecnici riesco a muovermi abbastanza bene da solo, mi sono messo a ruota di Sagan e quando Peter è partito ho capito che era il momento giusto».

La nota positiva. Ancora una lunga fuga di giornata, ancora con Mirco Maestri, che si guadagna la maglia della classifica a punti. Con lui, come il giorno prima, anche Kuriyanov, Berhane e Schonberger, più Tonelli e Cataford: a parte Maestri e Kuriyanov, che si rialzano in anticipo, gli altri restano all’attacco per 222 chilometri dei 226 totali. Da applausi loro, ma anche Nibali, che nel finale fa il gregario per il compagno velocista Bahaus e soprattutto i tre che si giocano la vittoria: dopo il traguardo, Viviani, Sagan e Gaviria regalano al mondo le immagini di tre sfidanti che sanno soltanto complimentarsi l’un con l’altro.

La nota negativa. Dopo Moscon, ritiratosi nella seconda tappa per i postumi di una caduta negli Emirati Arabi, si ferma anche Felline, alle prese con problemi al ginocchio: già l’Italia non conta su un esercito numeroso, se poi perde anche i pezzi….