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EPILOGO: A Scottsdale, in Arizona, lì dove nel 2015 vinse il suo primo titolo sul PGA Tour, Koepka, con una rimonta super nel round finale, dov’è risalito dalla 7/a posizione, ha festeggiato l’ottavo titolo sul circuito (cifra comprensiva di 4 Major e 1 WGC) grazie a due eagle decisivi.

Il trionfo di Koepka, la delusione di Schauffele e Spieth – Con un parziale di 65 (-6) su un totale di 265 (68 66 66 65, -19) colpi, Koepka ha superato la concorrenza del connazionale Xander Schauffele e del sudcoreano Kyoung-Hoon Lee, entrambi 2/i con 266 (-18). Niente da fare neanche per Jordan Spieth (leader insieme a Schauffele al termine del terzo giro), 4/o (267, -17) come Steve Stricker, capitano del Team Usa alla Ryder Cup 2021 del Wisconsin, e il messicano Carlos Ortiz.

Chiudono fuori dalla Top 10 gli altri big. Jon Rahm (numero 2 mondiale), Justin Thomas (terzo nel ranking) e Rory McIlroy (sesto nell’OWGR), sul percorso del TPC Scottsdale (par 71) hanno condiviso la 13/a posizione (271, -13). Bel recupero per il nordirlandese McIlroy, risalito dalla 36/a piazza, che ha firmato, insieme ad Ortiz e a Richy Werenski (22/o con 273, -11), il miglior parziale di giornata (64, -7). Delude Webb Simpson, vincitore della competizione nel 2020 e quest’anno solo 42/o (276, -8). 

Quattro su quattro. Al Phoenix Open Schauffele non è riuscito a sfatare un tabù che, per la quarta volta in carriera, lo ha visto non vincere un torneo del PGA Tour dopo aver chiuso il “moving day” in testa. Mentre ha collezionato il miglior risultato sul circuito il sudcoreano Kyoung-Hoon Lee. E’ continuato il digiuno di vittorie di Spieth. Il texano, 3 volte campione Major, non trionfa dal 2017, anno del suo ultimo acuto al The Open. 

Il grande riscatto di Koepka dopo un 2020 senza successi – Il quinto posto allo Houston Open e il settimo al The Masters quali migliori risultati del 2020, avaro di sussulti dopo un doppio infortunio al ginocchio e all’anca che sembravano aver compromesso la sua carriera. Poi la separazione dallo storico swing coach Harmon III. Ora il ritorno al successo a distanza di 560 giorni dall’ultima volta (WGC-FedEx St.Jude nel luglio 2019) e dopo tre eliminazioni consecutive al taglio (Mayakoba Golf Classic, The American Express e Farmers Insurance). L’exploit in Arizona è valso a Koepka anche la 12/a posizione nel ranking mondiale (era 13/o alla vigilia del Phoenix Open) come nella FedEx Cup, dove è risalito dalla 72/a piazza. Ma non solo: il trionfo di Phoenix ha fruttato all'americano un assegno di 1.314.000 dollari a fronte di un montepremi complessivo di 7.300.000. Come se già non bastasse, Koepka è diventato il terzo giocatore negli ultimi 34 anni a vincere la rassegna dopo aver chiuso il "moving day" distante cinque (o più) colpi dalla vetta. Prima di lui c'erano riusciti Sandy Lyle nel 1988 e Kyle Stanley nel 2012. Settimo al termine del terzo giro Koepka ha inanellato tre birdie e due eagle (di cui uno decisivo alla 17), riscattando un bogey alla 2.

Dal Challenge Tour ai trionfi Major, l’escalation di Koepka – Ha toccato le vette del golf mondiale ma dopo una grande gavetta. Prima di arrivare tra i big Koepka ha conquistato 4 titoli sul Challenge Tour, il secondo circuito europeo maschile, imponendosi anche nel 2013 in Italia al Montecchia Open. Nel 2014 ecco invece l’affermazione sull’European Tour nel Turkish Open. Poi, nel 2016 e 2017, anche due exploit sul Japan Tour. 

Il 2017, 2018 e 2019, i suoi anni d’oro. Il player di West Palm Beach ha conquistato consecutivamente lo Us Open nel 2017 e nel 2018. Ha fatto lo stesso nel PGA Championship 2018 e 2019. Nel mezzo la gioia alla CJ Cup e al WGC. Ora un nuovo traguardo, quello del riscatto.