Massimiliano Allegri e Andrea Agnelli: i due sono legati da una profonda amicizia. Il presidente ha sempre tenuto una porta aperto al ritorno del tecnico
Massimiliano Allegri e Andrea Agnelli: i due sono legati da una profonda amicizia. Il presidente ha sempre tenuto una porta aperto al ritorno del tecnico
di Gianmarco Marchini Fare meglio del suo predecessore non dovrebbe essere poi tutta questa grande impresa. Piuttosto, la vera, enorme sfida per Massimiliano Allegri sarà fare meglio di se stesso, del ricordo che aveva lasciato. Perché in quel ricordo, nella sicurezza di quello che è stato, la Juventus cerca la strada per tornare ciò che deve essere: vincente. Un percorso all’indietro che, oltre all’ammissione di aver buttato via ventiquattro mesi di lavoro, costa ai bianconeri una montagna di soldi: nello specifico, un quadriennale da circa 9 milioni a stagione, che potrebbero lievitare a 10 in caso di... beh, ci siamo capiti, in caso arrivasse quello scudetto da rimettere al "suo" posto e, magari, quella maledetta Champions risultata fatale al tecnico...

di Gianmarco Marchini

Fare meglio del suo predecessore non dovrebbe essere poi tutta questa grande impresa. Piuttosto, la vera, enorme sfida per Massimiliano Allegri sarà fare meglio di se stesso, del ricordo che aveva lasciato. Perché in quel ricordo, nella sicurezza di quello che è stato, la Juventus cerca la strada per tornare ciò che deve essere: vincente. Un percorso all’indietro che, oltre all’ammissione di aver buttato via ventiquattro mesi di lavoro, costa ai bianconeri una montagna di soldi: nello specifico, un quadriennale da circa 9 milioni a stagione, che potrebbero lievitare a 10 in caso di... beh, ci siamo capiti, in caso arrivasse quello scudetto da rimettere al "suo" posto e, magari, quella maledetta Champions risultata fatale al tecnico livornese.

Da settimane sembrava a un passo dal Real, nelle ultime 48 ore vicino all’Inter quando Antonio Conte ha abbandonato la nave (che affonda?) di Suning. E, invece, la storia di Allegri riparte lì dove si era conclusa qualcosa come 740 giorni fa. Da Torino, dalla Continassa: da casa sua, insomma. In bianconero Max ha fatto la storia: 5 scudetti in 5 anni, 11 titoli in totale, con il contorno di due finali di Champions che, è vero, bisogna pur sempre vincerle, ma anche arrivarci è una gran cosa. Soprattutto se si guarda dalla prospettiva delle ultime due umilianti eliminazioni agli ottavi con Lione e Porto. L’annuncio arriverà già oggi, quando Andrea Pirlo troverà, tramite il suo agente Tullio Tinti, il tempo per firmare il divorzio (poi gli si apriranno le porte del Sassuolo). Scusate, ma Zidane? Pare non volesse legarsi oltre un biennale: au revoir.

La storia tra Allegri e la Signora era finita con l’Ajax e quell’incornata di Matthijs De Ligt. E proprio da lui riprende il racconto, visto che la Juventus di domani poggerà le fondamenta sulle spalle larghe del difensore olandese, ritenuto un intoccabile dal (vecchio) nuovo allenatore.

Il ritorno aveva diverse condizioni da rispettare per compiersi: in primis, l’addio di Fabio Paratici. Era stato l’ormai ex capo dell’area tecnica a convincere il presidente Andrea Agnelli che la squadra avesse bisogno di una svolta nella proposta di calcio. "Il mio addio è stata una decisione del club", spiegava un emozionato Allegri il 18 maggio 2019. Con la promozione di Cherubini (potrebbe essere formalizzata oggi) o l’arrivo di Carnevali, la voce del tecnico avrà molto più peso sul mercato.

Si spacca la tifoseria, anche se sembrano prevalere i nostalgici acciughiani, stanchi dopo due stagioni con Sarri e Pirlo a rincorrere prima il bel gioco e poi gli avversari. Da questo punto di vista, Allegri non vende illusioni. Lui è quello del "tra giocare bene e vincere passa una roba che sembra sottile ma non lo è". Per riprendere a vincere, per ripartire dai 90 punti dell’ultimo scudetto 2018-2019, verranno fatti tagli netti col recentissimo passato. A cominciare da Ronaldo sulla cui permanenza le percentuali sono sempre più al ribasso. Troppo ingombrante sia tatticamente che finanziariamente: facile sarà lui il grande sacrificato sull’altare della rifondazione. E Dybala? Perdere entrambi è un’ipotesi che non fa dormire il popolo bianconero. Ma qui il discorso è diverso perché Paulo vuole restare e con Allegri ha vissuto i suoi anni migliori (nell’ultima stagione di Max fu il terzo con più presenze). Nella partita del rinnovo la società gli offrirà un ruolo centrale, senza più l’ombra di Cristiano: questo potrebbe convincere il "diez" a rivedere le alte pretese di ingaggio. Chi non ne fa una questione di soldi è Giorgio Chiellini che sembrava destinato ad andarsene e, invece, dovrebbe restare un altro anno. Si avvicina anche Gigio Donnarumma, ieri pizzicato a mettere "like" a un post sul ritorno di Allegri. Per lui pronto un contratto da 10 milioni e per il fratello Antonio un posto nell’Under 23.