Cristiano Ronaldo, 35 anni, esausto e deluso: dopo la prova scintillante di Parma, la Juventus ha sbandato malamente in casa e la vetta si allontana
Cristiano Ronaldo, 35 anni, esausto e deluso: dopo la prova scintillante di Parma, la Juventus ha sbandato malamente in casa e la vetta si allontana
di Paolo Grilli Bastano poche ore per perdere sei punti che sembravano in cassaforte. Oltre che per rimettersi sulle spalle uno zaino pieno di incertezze. Il martedì nero di Pirlo è cominciato con l’annullamento del 3-0 per la Juve contro il Napoli, poi ha trovato la sua certificazione allo Stadium, dove un eccesso di confidenza dei suoi è costato carissimo contro una Fiorentina ben organizzata: uno 0-3 che sa di tracollo. Non è certo incapacità tecnica quella che ha portato la Signora ad aprire un’autostrada per Vlahovic al terzo minuto, né il rosso a Cuadrado (fallo inutile, in...

di Paolo Grilli

Bastano poche ore per perdere sei punti che sembravano in cassaforte. Oltre che per rimettersi sulle spalle uno zaino pieno di incertezze. Il martedì nero di Pirlo è cominciato con l’annullamento del 3-0 per la Juve contro il Napoli, poi ha trovato la sua certificazione allo Stadium, dove un eccesso di confidenza dei suoi è costato carissimo contro una Fiorentina ben organizzata: uno 0-3 che sa di tracollo.

Non è certo incapacità tecnica quella che ha portato la Signora ad aprire un’autostrada per Vlahovic al terzo minuto, né il rosso a Cuadrado (fallo inutile, in attacco) può essere catalogato tra gli effetti collaterali di un gioco d’assalto. La Juve avrebbe avuto tutto per rimediare alla svista iniziale, se solo avesse messo in atto quello che a Parma aveva espresso in termini di tattica e atteggiamento.

E invece, il colpo al morale inflitto dalla sentenza del Collegio di Garanzia del Coni (più che probabile, nonostante le dichiarazioni di circostanza) e una certa supponenza inconscia nata con le meraviglie del Tardini devono aver fatto scivolare i bianconeri nel gorgo dei dubbi dal quale erano emersi di forza. Emblematico, in termini di sbadatezza sul campo, anche l’autogol di Alex Sandro che di fatto ha chiuso la gara anche prima del gol dell’ex Caceres.

Con la Roma era arrivato un pari in rimonta giocando in dieci, ma sono jolly che non sempre ti si presentano. Ieri la Signora non ha certo rinunciato a rimettere in carreggiata il match, ma solo Ronaldo, da solista, ha saputo impensierire Dragowski.

Troppo organizzati i viola di Prandelli per pensare che la trovata di un singolo potesse impensierirli. E togliere Morata (scelta tatticamente invero ineccepibile) ha finito per togliere ulteriore verve a una squadra rimasta all’improvviso senza riferimenti.

La Fiorentina invece esulta perché con questo Ribery la risalita è assolutamente possibile. Che beffa, sull’altro fronte, per l’ex Chiesa, chiamato a stupire e invece costretto a giocare una gara di pura rincorsa, con tanto sudore e senza lustrini.

Imprevedibilità e bello del calcio. Questo martedì consegna al campionato una classifica inattesa, che per taluni sarà un regalo di Natale e per altri, alla Continassa, una maledizione. Perché il Milan e l’Inter ora sono all’improvviso lontanissime, considerando anche la gara da recuperare chissà quando.

La Juve ha vinto meno della metà delle partite in questo campionato. Il tracollo di ieri scalfirà senz’altro l’autostima che tra Barcellona e Parma i bianconeri avevano impacchettato e messo simbolicamente sotto l’albero.

Una lezione per il maestro Pirlo, anche al di là di una dose di sfortuna che in serate così non manca mai. E il Nedved furioso che se ne va dice tanto di una sfida che anche sul piano arbitrale ha lasciato parecchi dubbi alla Juve. Ora il Milan è l’unica squadra a non avere perso nei cinque campionati top d’Europa. E’ sempre molto dura la scalata verso la vetta della Signora.