Lunedì 20 Maggio 2024
MARIATERESA MASTROMARINO
Vinitaly

Chianti Colli Senesi: "Vini legati al territorio"

La fotografia del presidente del Consorzio Cinughi De Pazzi "Enoturismo in crescita: in cantina si acquista una cultura millenaria".

Chianti Colli Senesi: "Vini legati al territorio"

Chianti Colli Senesi: "Vini legati al territorio"

Il Consorzio Chianti Colli Senesi sarà al Vinitaly e porterà con sé il nettare e i sapori del territorio toscano, della sua pregiata Siena, allo stand C12 del Padiglione 9.

Presidente Cino Cinughi De Pazzi, cosa dobbiamo aspettarci da questa edizione?

"Ci aspettiamo una ripresa dei consumi e delle contrattazioni del vino sfuso e della vendita del vino confezionato, specialmente nel campo dei vini rossi". Quale sarà la vostra presenza?

"Saremo nella più grande area del Chianti e proporremo molte etichette che ci hanno affidato i nostri soci. Vogliamo farli assaggiare a operatori e consumatori. Ci aspettiamo interesse da parte degli operatori nazionali, ma anche stranieri, perché il nostro vino si vende per quasi il 70% sui mercati esteri".

Quante realtà conta il Consorzio?

"Contiamo circa 60 soci tra produttori e imbottigliatori, poi ci sono soci che si dedicano solo alla produzione e che vendono solo vino sfuso, e, infine, abbiamo soci derivati delle cantine sociali aderenti".

Siete un gruppo importante. "La nostra denominazione, in media, produce circa 55mila quintali di uva all’anno. Abbiamo un territorio bellissimo, molto vasto, diviso in tre zone, come un arcipelago: la zona nord è quella di San Gimignano, dove viene prodotta anche la Vernaccia, e di Siena; la zona centrale, invece, è quella di Montalcino e di Murlo. Concludiamo con la zona sud, che è composta principalmente da Montepulciano. La gamma di vini, quindi, è diversificata, e si divide ulteriormente tra vini d’annata e le riserve. Il nostro punto di forza è, oltre a un ottimo rapporto qualità prezzo, il legame con il territorio, meraviglioso e conosciuto in tutto il mondo".

Questo promuove il turismo.

"L’enoturismo sta diventando un aspetto sempre più importante. I nostri sono soci medio-piccoli, utilizzano la filiera corta, e in questo il turista è fondamentale: viene in cantina, la scopre, degusta e poi acquista il vino di qualità. Acquistando la bottiglia, non si compra solo il prodotto enologico, ma una fetta di cultura millenaria".

Che anno è stato il 2023 per la vendemmia?

"Tragico, perché le piogge eccessive nella tarda primavera hanno falcidiato la produzione. Ma bisogna guardare in positivo: il poco vino ottenuto è di grandissima qualità, come corpo, aromi e profumi. Qualche produttore, infatti, è riuscito già a imbottigliarlo e lo assaggeremo alla kermesse, dove prevalentemente ci saranno vini nel 2022, che è stata un’annata incredibile. Ma è giunto il momento che la natura ci aiuti".