L'hotel Rigopiano
L'hotel Rigopiano

Rigopiano (Pescara), 29 dicembre 2020 - "La cosa più probabile? Che la valanga di Rigopiano sia stata innescata dalle scosse di terremoto. Che sono una delle cause. La certezza non l'avrà mai nessuno, credo. Noi abbiamo studiato l'evento dal giorno dopo. Modelli matematici, numeri e analisi sul campo. Abbiamo fatto sopralluoghi in ogni periodo dell'anno. Da cosa è nata la ricerca? Interesse puramente scientifico. Un evento così disastroso, a pochi chilometri da casa...". Nicola Sciarra, ingegnere, professore all'Università D'Annunzio di Chieti,  ha firmato uno studio sulla rivista americana "Frontiers in earth science" con i colleghi Uberto Crescenti, Enrico Miccadei, Tommaso Piacentini e Monia Calista. Un lavoro di 30 pagine - pubblicato l'11 novembre e rimbalzato solo ieri sulle cronache - che alla fine ruota attorno a uno dei nodi centrali del processo, allo snodo dell'udienza preliminare. La valanga che non ha dato scampo a 29 persone, quel pomeriggio del 18 gennaio 2017, poteva in qualche modo essere prevista?  Quel giorno si verificarono, ricostruisce lo studio, 76 eventi. Diventarono 105 nei due giorni successivi. Numeri del tutto anomali rispetto alla storia, fanno notare  i ricercatori. Che concludono:  "Le valanghe ritardate causate da terremoti sono rare ma possibili , come osservato per diversi casi nell'area abruzzese e con il caso del monte Siella-Rigopiano".

Come in tutti i disastri d'Italia, anche in questo caso s'annuncia dunque una guerra di perizie. Perché quella domanda cruciale accompagna la storia della strage fin dall'inizio e risuonerà nell'aula del tribunale anche il 15 marzo. A novembre 2017 i periti della procura scrissero: "Si può quindi concludere, con ragionevole certezza, che le scosse sismiche non hanno giocato un ruolo causale diretto per il distacco della valanga". Tra loro  Bernardino Chiaia, del Politecnico di Torino. Il professore  è anche nel gruppo internazionale di esperti, con l'Ingv, che a fine ottobre hanno pubblicato su "Nature" un'analisi della valanga di Rigopiano. Tra i vari elementi, viene ribadito: il terremoto non c'entra. Ora il nuovo lavoro. Aggiunge Sciarra: "C'è una perizia in corso, ci sto lavorando con altri  autori della ricerca". Lo studio - che rispetto all'articolo pubblicato da "Frontiers" conterrebbe ulteriori elementi - è stato commissionato dalla difesa di diversi imputati e dovrebbe essere depositato, ipotizza un legale, entro la prossima udienza. Lo stesso avvocato chiarisce: "La richiesta di rito abbreviato? E' un'ipotesi, ma decideremo dopo questo passaggio". 

Ma la discussione sull'innesco della valanga non smonta i familiari delle vittime.  "I tre punti cardine dell’inchiesta sono e rimarranno sempre gli stessi - mettono in fila -.  Pulizia della strada e piano neve fallimentare, ordinanze preventive di sgombero e sicurezza pubblica mai adottate, soccorsi allertati in ritardo".