Giovedì 18 Aprile 2024

Misano, il culto dei motori. La pista voluta dal Drake porta il nome di Simoncelli

Il circuito di Misano, cuore della passione motoristica, racconta una storia di sfide e successi. Da Agostini a Simoncelli, un tempio moderno pronto per il Motomondiale.

La pista voluta dal Drake porta il nome di Simoncelli

La pista voluta dal Drake porta il nome di Simoncelli

Misano è il centro di gravità permanente di una passione che riempie prati e tribune lungo tutti i 4.226 metri del nastro d’asfalto. Il cuore pulsante di chi respira il profumo della piadina e dei motori. ’Ossigeno’ della terra dei piloti. Il circuito di Misano è ormai un luogo di culto. E non solo perché a tredici chilometri o giù di lì c’è il Ranch di Valentino. Qui sulla riviera romagnola c’è la storia di oltre mezzo secolo di sfide, successi, drammi (nel 1993 Wayne Rainey rimase paralizzato dopo una caduta al ‘curvone Misano’), abbandoni e ritorni (dopo l’inversione del senso di percorrenza). E poi c’è quella dedica speciale che ha fatto diventare il ’vecchio’ Santamonica nel Misano World Circuit Marco Simoncelli, il Sic. Che qui aveva iniziato a correre mettendo in mostra riccioli e talento. Del resto, era destino che la pista entrasse nel cuore dei piloti (a due e quattro ruote), dei tifosi e pure nel calendario del Motomondiale.

Quel tempio nato sotto il sole che scalda le colline dell’entroterra tra Cattolica e Riccione grazie a una cordata di imprenditori, tra cui un certo Enzo Ferrari. Correva l’anno 1972. Era il 6 agosto quando le auto battezzarono l’asfalto. Una settimana dopo, il debutto delle moto a ricamare i cordoli del Carro, della Quercia e del Tramonto. In pista c’erano Giacomo Agostini nella categoria 350, Renzo Pasolini nelle due e mezzo, Otello Buscherini nelle 125, Guido Mandracci nelle 750. La passione, allora, era tutta (o quasi) per “il Paso“, Renzo Pasolini, simbolo della Rider’s Land. Lui era di quelle parti. Riminese doc. Con quella sana esuberanza di chi, quando apre il gas, non fa calcoli. Perché la regola è punzonata sul telaio: o sul podio o a terra. Misano ha raccontato i duelli leggendari tra il Paso sulla Benelli e Giacomo Agostini in sella alla MVAgusta. Romagnoli contro bergamaschi. Da allora è tutto scritto negli annali della MotoGp. Oggi il circuito è un esempio di modernità. Cinque circuiti dentro uno. Compresa la pista internazionale. Quella dove nel fine settimana dell’8 settembre torneranno a sfidarsi i campioni del Motomondiale. Sulla carta, almeno per ora, l’uomo da battere resta Pecco Bagnaia. Il più veloce a Misano. Capace di fermare il cronometro sul tempo record di 1’31.791 messo a referto col missile Ducati nell’ultimo Gran premio di San Marino.