Domenica 16 Giugno 2024

Il Tamburello e le varianti. Così ha cambiato volto il piccolo Nurburgring

L'Autodromo di Imola, noto come "il piccolo Nurburgring", ha visto la sua evoluzione da pista per moto a leggendaria tappa di Formula 1. Tra vittorie e tragedie, il circuito ha subito modifiche e miglioramenti nel corso degli anni, diventando un punto di riferimento nel panorama automobilistico internazionale.

Così ha cambiato volto il piccolo Nurburgring

Così ha cambiato volto il piccolo Nurburgring

Il Drake lo chiamò "il piccolo Nurburgring" per la complessità tecnica e i suoi saliscendi immersi nel verde. E nei primi anni Cinquanta sulle rive del Santerno era tutto uno sfrecciar di bolidi fra balle di fieno. Primi vagiti al sapor di benzina dell’Autodromo di Imola, una pista pensata inizialmente soprattutto per le due ruote, ma poi cambiata più volte come aspetto e tracciato nel corso della storia. Oggi, con i suoi 4,909 km tutti da percorrere in senso antiorario e le sue 19 curve, è nettamente diverso rispetto al progetto iniziale fatto di strade aperte più adatte alle moto. Il tutto per diventare un appuntamento leggendario per la F1. E il massimo Circus debutta il 21 aprile 1963. Si tratta della prima gara non ufficiale, vinta dallo ’scozzese volante’ Jim Clark con la Lotus. Dopo ampi lavori di ristrutturazione e la costruzione del nuovo edificio box – all’epoca il più moderno d’Europa – si svolge, nel settembre 1979, un nuovo GP di Formula 1. Pur non essendo valido per il Campionato, vede la presenza di tutti i team. Vince Niki Lauda sulla Brabham di Bernie Ecclestone. Bisogna però aspettare il 1980 per avere una gara valida nel Mondiale. il 51° Gran Premio di Italia, in sostituzione di Monza e vinto da Nelson Piquet. Fu dall’anno seguente che i due Gran Premi disputati in Italia si separarono: quello imolese si sarebbe corso in piena primavera e sarebbe diventato il Gran Premio di San Marino.

Nel 1981 l’Italia inizia così a ospitare ogni anno due prove del Campionato Mondiale: il GP di San Marino a Imola in primavera e il GP d’Italia a Monza in settembre. Poi, nell’88 alla morte del Drake, si arriva al nome moderno ’Enzo e Dino Ferrari’ che incrementa quella precedente, del 1968, che riportava solo il nome del figlio Dino prematuramente scomparso.

Tra luci e ombre. Il 1994 fu l’anno dei cambiamenti. L’incidente di Rubens Barrichello, le morti di Roland Ratzenberger e il 1° maggio di Ayrton Senna. La tragedia trasformò l’intero campionato di Formula 1 e il circuito stesso. Il Tamburello e la Villeneuve furono ridisegnate, trasformandole con delle varianti. Dal 2006 poi il circuito scomparve dal calendario a causa di un’area paddock da ridisegnare, ricostruita nel 2007. Nell’estate 2009 è stata realizzata la Nuova Variante Bassa per rispondere ai requisiti omologativi richiesti dalla Federazione Motociclistica Internazionale. Nel mezzo c’è anche una corposa opera di mitigazione del rumore messa in atto dal comune dopo le richieste di alcuni residenti. L’attesa per la F1 si è protratta fino al 2020 con il Covid.