America’s Cup, Luna Rossa c’è. Max Sirena: "L’importante è non sbagliare”

Lo skipper del team italiano si racconta alla vigilia delle ultime regate preliminari che si terranno a Jeddah in Arabia Saudita

Max Sirena a bordo dell'imbarcazione d'appoggio di Luna Rossa

Max Sirena a bordo dell'imbarcazione d'appoggio di Luna Rossa

Roma, 28 novembre 2023 – “Vincere una regata più degli altri, fare un errore in meno perché il mondo perfetto non esiste. Dobbiamo prendere le decisioni giuste oggi, perché quelle che prendiamo in queste settimane sono quelle che poi detteranno il risultato finale”. Max Sirena non ha dubbi su quale possa essere la ricetta giusta per vincere la Coppa America e consentire a Luna Rossa Prada Pirelli di portare finalmente la Vecchia Brocca in Italia. Lo skipper riminese che ha vinto due edizioni del trofeo vuole conquistare la sua terza Coppa con il team italiano e prepara l’assalto alla 37esima edizione della più importante competizione velica, raccontando a che punto è il lavoro della squadra e quali saranno gli obiettivi in vista dell’America’s Cup che si terrà da fine agosto 2024 a Barcellona. “L’edizione 37 nella città catalana sarà un grosso beneficio per tutti. Ci aspettiamo decine di migliaia di persone quindi dovremmo essere anche bravi a trasformare questa pressione in energia positiva”, dice Sirena, analizzando al contempo anche quali potrebbero essere gli avversari principali: “Il team da battere rimane sempre New Zealand, gli americani hanno un budget illimitato ma anche Alinghi non è da sottovalutare”.

In attesa che la posta in palio sia la più importante, lo skipper di Luna Rossa prepara anche l’approccio giusto alle regate preliminari di Jeddah in Arabia Saudita, gare che si disputeranno con gli AC40 e non gli AC75 che invece saranno le imbarcazioni ufficiali della Coppa America 2024: “Per noi questi appuntamenti sono più una distrazione che altro, perché comunque sono barche su cui si può trarre poco. Regatare fa comunque bene ai velisti e anche se non ci darà vantaggi particolari nel programma di lavoro, questo non vuol dire che non vogliamo vincere”. Un giudizio sull’attuale format della competizione, che in molti hanno criticato: “Siamo l’eccellenza della vela e non puoi pensare di tornare indietro col processo tecnologico. A volte sento colleghi dire che questa non è più vela eppure ci sono i migliori velisti del mondo”.

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