Venerdì 19 Luglio 2024

Superbonus, ecco come correggere gli errori nella cessione del credito

I consigli su come gestire situazioni complesse e garantire il proprio vantaggio fiscale

La chiave per la risoluzione è il coordinamento tra cedente e cessionario

La chiave per la risoluzione è il coordinamento tra cedente e cessionario

Il Superbonus fiscale offre vantaggi significativi, ma gli errori nella cessione del credito possono creare problemi. L'Agenzia delle Entrate sottolinea che la correzione di tali errori dipende dagli accordi tra chi cede il credito e chi lo riceve. Un caso esemplare riguarda un beneficiario che ha scoperto errori nelle asseverazioni legate alla cessione del credito. Se ci sono crediti non spettanti, la soluzione è complicata. In linea con la circolare 33/E/2022, il cessionario può rifiutare la cessione, ma in alcuni casi come questo, le banche possono rifiutare. In tali situazioni, l'Agenzia delle Entrate non può sostituirsi al cessionario che non rifiuta il credito né annullare la comunicazione relativa alla cessione del credito basandosi sulla richiesta unilaterale del cedente. Il cedente deve agire rapidamente e restituire l'importo indebitamente utilizzato tramite un modello F24. Se il cessionario ha già utilizzato il credito in compensazione, il cedente dovrà pagare gli interessi, calcolati dalla data della compensazione, ma avrà la possibilità di beneficiare del ravvedimento operoso per ridurre la sanzione. Nel caso in cui il cessionario non abbia ancora utilizzato il credito, il cedente non è tenuto a pagare né interessi né sanzioni. La chiave per la risoluzione è il coordinamento tra cedente e cessionario. Il cedente deve fare il possibile per impedire l'utilizzo del credito non spettante e notificarlo sia al cessionario che all'Agenzia delle Entrate. Successivamente, il cessionario dovrebbe collaborare con il cedente per richiedere l'annullamento della cessione e la revisione del contratto. Nel caso in cui il credito non sia stato utilizzato in compensazione e il cessionario non collabori, il cedente dovrà comunque restituire l'importo dell'indebita detrazione ceduta tramite un modello F24. Sarà responsabilità del cedente fornire prove concrete del mancato utilizzo del credito da parte del cessionario per evitare di dover pagare interessi e sanzioni.