Venerdì 19 Luglio 2024

Agevolazioni condomini, ANCE chiede tempo fino al 2024

Proposte / Rimodulare gli incentivi: la richiesta

Desta forti perplessità tra i costruttori la misura del decreto

Desta forti perplessità tra i costruttori la misura del decreto

L’ANCE (Associazione Nazionale dei Costruttori Edili) ha chiesto la proroga al 2024 per il Superbonus 110% dei condomìni. Per i costruttori il blocco della cessione del credito sta determinando forti criticità sotto il profilo sociale con conseguenze dirette su moltissime famiglie proprietarie delle abitazioni oggetto di riqualificazione. Secondo le stime dell’ANCE, si tratta di 320.000 nuclei familiari per un totale di 752.000 persone. A fronte di 30 miliardi di euro di crediti fiscali incagliati - ha aggiunto ANCE -, è possibile calcolare un numero di interventi in difficoltà a causa del blocco delle cessioni pari a quasi 95mila, tenendo in considerazione il fatto che i condomìni stanno aumentando la loro incidenza sul complesso degli interventi. L’ANCE rammenta che i condomìni hanno rappresentato più del 95% dell’importo dei lavori e più dei tre quarti degli interventi e la nuova proroga del termine per fruire del 110%, riferita agli interventi sulle unifamiliari già iniziati da tempo, è positiva ma non sufficiente per risolvere il problema. Per l’ANCE è indispensabile riaprire rapidamente l’acquisto dei crediti da parte delle società partecipate dallo Stato, pure alla luce del mancato avvio della piattaforma di cessione dei crediti, annunciata dal Governo come soluzione al problema dei crediti incagliati. Sempre in materia di cessione dei crediti fiscali, desta forti perplessità tra i costruttori la misura del decreto che introduce un nuovo obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei crediti d’imposta inutilizzati per motivi diversi dal decorso dei termini. ANCE critica il nuovo adempimento: da un lato per il ristretto arco temporale dell’ invio della comunicazione, dall’altro per la sanzione di 100 euro che appare poco giustificata perché connessa ad esigenze di monitoraggio dell’Amministrazione finanziaria. Per i costruttori sarebbe stato più opportuno operare una scelta diversa, inserendo questa informazione nella dichiarazione dei redditi annuale.