Otto uomini azionano gli ingranaggi del carro armato provvisto di copertura e torretta
Otto uomini azionano gli ingranaggi del carro armato provvisto di copertura e torretta

Al Museo della Scienza è stato ricostruito nel 1956 anche il modello dell’uomo che cammina sul pelo dell’acqua, da una ‘vignetta’ schizzata sul Codice Atlantico, f. 26 r (1480 circa): appoggiato a due bastoni terminanti con due galleggianti che consentono di stare in equilibrio, l’uomo indossa altri due galleggianti ai piedi. Marchingegno di probabile uso militare, di nessun risvolto pratico. Ma il sogno compare nell’immaginario di tutti gli artistiingegneri fin dal Trecento. Specialmente ossessionati, i senesi Francesco di Giorgio Martini e Paolo Santini (da Taccola). Che hanno illustrato persino soldati con pesante armatura intenti a guadare un fiume su un cavallo galleggiante grazie a otri gonfiati, e singolari proto-palombari con maschere-visiere di buffa foggia. Il sogno è complesso: galleggiare e nuotare senza fatica, rimanere immersi a lungo sott’acqua... Nello stesso foglio del Codice Atlantico, Leonardo disegna un rudimentale sistema per la respirazione subacquea, a cui negli anni successivi dedicherà molti studi. Sempre al Museo della Scienza, nell’interpretazione di Luigi Tursini della Marina Militare, 1953, c’è il guanto palmato, disegnato nel Manoscritto B, f. 81 v (1487-1492). Simulazione di una pinna, consentirebbe al nuotatore o al subacqueo movimenti più veloci.