Lunedì 27 Maggio 2024
LUCA RAVAGLIA
Eventi e Fiere

Storia di un successo. Piraccini: "In 10 anni abbiamo rivoluzionato il ruolo di Macfrut"

Nel 2014 la rassegna ortofrutticola si è trasferita dai padiglioni di Cesena al Rimini Expo Center. Il patron della fiera: "Da allora a oggi abbiamo triplicato la superficie espositiva e quadruplicato il fatturato" .

Storia di un successo. Piraccini: "In 10 anni abbiamo rivoluzionato il ruolo di Macfrut"

Storia di un successo. Piraccini: "In 10 anni abbiamo rivoluzionato il ruolo di Macfrut"

di Luca

Ravaglia

Renzo Piraccini, presidente di Cesena Fiera, ente organizzatore di Macfrut, buon compleanno.

"Nel 2024 festeggiamo i dieci anni dal trasferimento nei padiglioni dell’Expo di Rimini e lo facciamo forti degli importanti risultati conseguiti. I numeri estremamente positivi di questa edizione parlano di una crescita del 20%. Con in più il fatto che se avessimo avuto a disposizione altri spazi, avremmo riempito anche quelli. In dieci anni abbiamo triplicato la superficie espositiva e quadruplicato il fatturato".

Qual è il vostro punto di forza?

"Senza dubbio la forte crescita internazionale della manifestazione, che col trasferimento da Cesena a Rimini ha avuto un significativo impulso, frutto del lavoro costante di uno staff estremamente competente e lungimirante. La nostra proposta è un unicum nel settore".

Cosa caratterizza Macfrut rispetto alle altre fiere?

"Il fatto di essere diventato un riferimento di livello mondiale non solo per i colossi dell’ortofrutta, ma anche per le aziende di medie dimensioni, che sono animate da una forte sete di conoscenza. A Macfrut si raccolgono dirimenti informazioni sulla direzione verso la quale si sta muovendo il mercato, un dato di fatto che ormai ci è stato ampiamente riconosciuto: se lavori in questo comparto, alla fiera devi venire".

Tanto più che di questi tempi le novità del mondo agricolo certo non mancano.

"C’è chi mi chiede quali siano gli aspetti più innovativi da approfondire. Il punto è che non si tratta di rispondere con una manciata di nomi: servirebbero centinaia di riferimenti, perché davvero nei nostri stand possiamo contare su eccellenze che precorrono i tempi. L’agricoltura 4.0 è qui".

Qual è il valore aggiunto che ha portato l’ingresso di Renzo Piraccini?

"Vengo da questo settore, nel quale ho maturato un’esperienza che si misura in decenni. Conoscere il contesto è indiscutibilmente un aiuto, ma qui la differma non la fa la persona, ma il gruppo. Il nostro staff è davvero di primissimo piano, sia in fatto di competenze che di propensione all’innovazione. Una importante caratteristica di Macfrut sono i ‘saloni’, ognuno dei quali è coordinato da un esperto interazionale. Nelle fiere più tradizionali, il focus è solo sull’aspetto commerciale (ovviamente sempre cruciale), mentre l’organizzazione dei contenuti viene in genere affidata alle associazioni di categoria. A Macfrut non è così: la nostra attenzione è a 360 gradi".

Cosa è cambiato nel corso di questi 10 anni?

"Il momento più delicato è stato quello iniziale, quando si doveva promuovere una fiera che tutti nel settore già conoscevano e avevano inquadrato come riferimento più nazionale che interazionale. Abbiamo lavorato duramente per mostrare il nuovo tipo di approccio. Nel 2014 inoltre la strategia era investire sulle opportunità di mercato, mentre ora il paradigma si è spostato: conta la produzione, serve produrre di più per far fronte a una popolazione mondiale in costante aumento, ma con meno risorse disponibili".

L’impatto ambientale è cruciale.

"Il punto è che se cerchi soltanto una novità, ti basta guardare un video su qualche piattaforma social, mentre qui c’è molto di più, a partire dalla possibilità di interagire direttamente, magari entrando anche a far parte di club di prodotto. Oggi a Macfrut non viene più soltanto il referente di un’azienda, ma spesso insieme a lui c’è un intero gruppo. Vale per il modo degli agricoltori, come per quello dell’università. E i riscontri sono visibili su tutto il territorio: le strutture ricettive della zona sono gremite e il numero di pullman organizzati appositamente per trasportare delegazioni direttamente alla fiera in un anno è più che raddoppiato, passando da 14 a 35".

La fiera dura tre giorni, ma alla sua realizzazione lavorate un anno.

"E’ così che si raccolgono i risultati importanti che stanno arrivando. Viaggiamo costantemente all’estero, incontrando delegazioni in ogni parte del mondo, confrontandoci con le loro necessità e proponendo le nostre opportunità. In questo modo nascono collaborazioni solide e durature, nell’interesse di tutti. Fermo restando il fatto che ogni proposta deve essere cucita su misura degli interlocutori. Così anno dopo anno il numero dei Paesi rappresentati cresce costantemente, allargando di conseguenza anche le opportunità di fare affari per tutti gli altri frequentatori degli stand. Abbiamo avviato un circolo virtuoso che ha ancora importanti margini di crescita. E ai quali ovviamente continueremo a dedicarci con la stessa passione di sempre".