Venerdì 12 Aprile 2024

Ristosalumeria, "cenare fuori e sentirsi a casa"

Alla scoperta del ’kitchen bar’ che è riuscito a superare la durissima prova del lockdown e oggi serve piatti con prodotti selezionatissimi

Ristosalumeria, "cenare fuori e sentirsi a casa"

Ristosalumeria, "cenare fuori e sentirsi a casa"

"Ho mangiato proprio come a casa mia. Domani sporgerò denuncia". È così che l’umorista Oscar Sacchi, folgorato dopo una cena alla Ristosalumeria di Carpi, ne ha elogiato l’esperienza in una simpatica vignetta che, ancora oggi, è esposta nel ristorante. Il locale di via Duomo nasce nel 2018 su idea delle due titolari, Sabina Boccaletti e Luciana Bertani che, ispirate dalla filosofia dell’omonimo ristorante di San Giovanni del Dosso, hanno deciso di aprire la Ristosalumeria proprio nel cuore di Carpi.

"Cucinare – racconta Sabina Boccaletti – è sempre stata la mia passione. Aprendo il ristorante, abbiamo deciso di concentrarci sulla qualità dei prodotti: pasta fresca, affettati e carni lavorate accuratamente che provengono da pochi allevamenti selezionati e dolci di nostra produzione". Ristosalumeria conta circa 30 coperti e offre ai clienti un piccolo menù dove ogni piatto viene preparato al momento. Mentre le due titolari si occupano della preparazione dei piatti, i mariti servono ai tavoli, consigliano i vini e intrattengono le relazioni con i clienti. "Alcuni piatti del nostro menù – prosegue Luciana Bertani – richiedono una cottura a bassa temperatura che necessita di tanto tempo. In ogni caso, nel nostro ristorante, ogni piatto viene rifinito al momento". Tra le specialità, si spazia dai taglieri di salumi e gnocco fritto come antipasto, cappelletti e tortelli tra i primi. Come secondo, in assoluto, il più richiesto è il maiale nero di Parma. "Senza dubbio – chiarisce Boccaletti – il maiale nero di Parma è il nostro piatto più pregiato. Dal momento che è molto costoso sia per noi che per i clienti, abbiamo riflettuto più volte sul fatto di toglierlo dal menu, ma non possiamo: tante persone, infatti, vengono apposta da noi, anche da lontano, proprio per mangiarlo".

Tra i dolci di produzione, spiccano una rivisitazione della sbrisolona con crema di zabaione, un crumble di mele e cannella e i brownies al cioccolato, ideali anche per i celiaci. La carta dei vini, prevalentemente italiana, è sempre aggiornata. "Viaggiamo tanto – spiega Bertani – anche per conoscere e farci ispirare dalle eccellenze delle zone che visitiamo. A tal proposito, anche alcuni liquori che abbiamo scelto sono molto particolari e provengono da una distilleria selezionata". Nonostante la qualità eccellente, per le titolari, i primi anni di attività non sono stati facili. "Avevamo aperto da poco – continua Boccaletti – e stavamo iniziando a fidelizzare la nostra clientela, quando è scoppiata la pandemia. Lavorare d’asporto con i nostri prodotti non è facile perché, ad esempio, un filetto che viene consegnato a casa freddo deve essere riscaldato e, di fatto, perde di qualità. Mi ricordo che un giorno, io e Luciana ci siamo guardate e ci siamo chieste realmente se fosse il caso di lasciar perdere tutto e chiudere, ma abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e ripartire: è stata una buona scelta". Con il trascorrere del tempo, gli incubi del lockdown sono terminati, i clienti sono tornati e le recensioni positive hanno iniziato ad arrivare, sempre più numerose. "Siamo molto contente – conclude Bertani – di come sta procedendo l’attività. Forse, il complimento più bello che ci hanno fatto diversi clienti, proprio come ha scritto Sacchi, è dirci che, quando mangiano da noi, si sentono a casa".

Jacopo Gozzi