Rick Hutton: "Porretta, una grande famiglia"

Lo storico presentatore britannico: "Da tempo arrivano sempre più giovani. E qui i big ritrovano l’energia degli anni d’oro"

Rick Hutton: "Porretta, una grande famiglia"

Rick Hutton: "Porretta, una grande famiglia"

"It’s amazing". Lo ripete spesso, nel corso della telefonata di ritorno dalle Canarie per il gemellaggio con il Maspalomas Costa Canaria Soul Festival, raccontando il Porretta Soul che esplode da oggi sulla montagna bolognese. "Fantastico", per lo storico presentatore Rick Hutton, non è solo il miracolo "di questo paese sull’Appennino" che da periferico sulle mappe diventa "epicentro di musica". Ma fantastica è anche quella "atmosfera di euforia e celebrazione in cui la musica diventa veicolo per stare insieme". Hutton – conduttore televisivo e radiofonico britannico, storico volto di Videomusic e musicista– ha iniziato a presentare il Porretta Soul Festival negli anni Novanta.

Hutton, ci racconta il ’suo’ Festival?

"Cominciai a presentarlo da giovane, poi sono diventato un family man e ora sono nonno. Porretta per me è importante come Natale e Pasqua, un appuntamento imperdibile".

Come è cambiata la manifestazione negli anni?

"Ho notato un cambiamento non solo in me, ma anche generazionale. Ora arrivano anche i giovani, piace l’atmosfera, mentre le ultime leggende ruggenti del soul vengono sempre volentieri. La cosa emozionante di questi personaggi, che hanno avuto il momento di gloria negli anni Sessanta e Settanta, è che quando vengono e trovano un pubblico così caldo e numeroso tornano alla loro gioventù: prendono energia dal giovane pubblico di Porretta e fanno performance davvero incredibili".

Un nome imperdibile di questa edizione?

"Ho l’onore di condividere lo stesso giorno di compleanno della star di questa edizione, Bobby Rush, che compirà i 90 quest’anno – i miei sono 70 – , e lui è una fonte di ispirazione: lo scorso weekend eravamo alle Canarie a ballare e cantare sul palco. Quando sono nato, nel 1953, Bobby era già a Chicago a condivere il palco con B. B King, Muddy Waters, John Lee Hooker: è l’ultimo grande vivente del blues e si esibisce con tale energia che sorprende chiunque. Come diceva Rufus Thomas: quando appariva a Porretta sembrava un altro".

Altre suggestioni?

"Quest’anno celebriamo i 20 anni dall’apertura dello Stax Museum ed è in arrivo tutto un sound da Memphis, con giovani innesti in formazioni storiche e un crossover fra generazioni, come i Bo-Keys. C’è un vero sound of soul con anche giovani voci, come Katrina Anderson".

Il soul quindi è sempre attuale?

"Se pensiamo a chi gira nella classifica... anche Lady Gaga ha sempre detto di essere una fan di soul o Ed Sheeran si è basato sul soul, che è di fatto la base di una new pop soul: la melodia, gli arrangiamenti sono cambiati con il digitale, ma l’idea di quella forma di musica emozionante che ti colpisce, il groove, restano. Vale per ogni generazione: la mia ha avuto Peter Gabriel, Rod Stewart, sempre influenzati dal Memphis soul sound. L’importanza è inestimabile".

E a Porretta arrivano appassionati da tutto il mondo...

"E’ come una grande famiglia, un incrocio fra etnie, ci sono inglesi, francesi, spagnoli. Si tratta di un festival unico di questo genere in Europa. Ce n’era uno in Olanda, ma Porretta resta e, dopo 35 anni, mi pare in eterna crescita. So, came!".

E a lei cosa piace di questo territorio?

"A Porretta respiri aria buona, amo tanto il suono dell’acqua che viene giù dalle colline. È una città termale in cui sento i segni di una rinascita. E forse il Soul Festival ha aiutato a rimetterla di nuovo nelle mappe"

Letizia Gamberini