Venerdì 14 Giugno 2024
FRANCESCO MORONI
Eventi e Fiere

Parla Serenella Moroder: "Le Marche fedeli a se stesse. Sinonimo di garanzia e gusto"

La presidente regionale del Movimento Turismo del Vino racconta le 74 realtà coinvolte "Competenza e passione, non ci stanchiamo mai di svelare le nostre eccellenze al pubblico".

Parla Serenella Moroder: "Le Marche fedeli a se stesse. Sinonimo di garanzia e gusto"

Parla Serenella Moroder: "Le Marche fedeli a se stesse. Sinonimo di garanzia e gusto"

Presidente Moroder, come racconterebbe ai visitatori questa edizione di Cantine Aperte nel territorio marchigiano, sempre protagonista della kermesse?

"Ripeto sempre che, dopo 32 anni, è difficile inventarsi chissà cosa... (sorride, ndr). Ma in fondo credo anche sia proprio questo il segreto della buona riuscita di questo evento: essere uguali a se stessi vuol dire assicurare a coloro che ci vengono a trovare un’accoglienza mi auguro strepitosa, considerando anche la folla che ci sarà, e caratterizzata da competenza e passione".

Serenella Moroder, presidente del Movimento Turismo del Vino Marche, parla dell’edizione 2024 di Cantine Aperte con solarità e allegria: una kermesse che vede il territorio marchigiano protagonista, con le attività da vivere nelle 74 cantine e grazie all’impegno dei produttori tra botti e vigneti per scoprire tutti i grandi vini della regione, in abbinamento ai sapori della tradizione. Ma anche iniziative per i più piccoli, tour tra i filari, musica e tanti momenti di relax e divertimento.

Un evento che torna con ancora più determinazione e coinvolgimento.

"Non ci stanchiamo mai di aprire le nostre porte, di condividere le nostre fatiche, oltre alla passione. E non ci stanchiamo mai di coinvolgere i visitatori, perché poi la vera piacevolezza è proprio questa. Non nascondo che ci fa un po’ girare le scatole, invece, chi viene soltanto con il calice in mano... (sorride di nuovo, ndr)".

Lo spirito di Cantine Aperte è differente, giusto?

"’Vedi cosa bevi’ è lo slogan, il sottotitolo fondamentale dell’iniziativa. C’è bisogno di curiosità, altrimenti ci si squalifica".

Nel corso degli anni, però, qualcosa è cambiato?

"Da parte dei produttori sono altre tre le nuove cantine, tra varie fuoriuscite: siamo 83 realtà, credo i secondi a livello nazionale. Tutto questo rispecchia un territorio attivo e vivace. Vorrei, però, che ci fossero più cantine provenienti dalla parte sud delle Marche. Infatti sono molto contenta che una nostra nuova associata si trovi alle porte di Ascoli".

Come mai questa difficoltà, secondo lei?

"Diciamo che la regione viene identificata principalmente con il Verdicchio, quindi la provincia di Ancona rappresenta la maggior parte dei soci, ma anche la Lacrima e il Rosso Conero la fanno da padrone. Ascoli si sente un po’ più meridionale, come dire... Il fatto che Pecorino e Passerina sconfinino nell’altra regione, a volte, comporta non avere la giusta e rispettabile identificazione. Personalmente sarei felicissima se si aggiungessero altre aziende che arrivano da quella parte del territorio, così come mi piacerebbe anche qualche realtà in più dal nord".

Qualche esempio dei vostri associati?

"Cito la Tenuta Santi Giacomo e Filippo, azienda che ormai fa parte del Movimento da qualche anno, in un contesto paesaggistico meraviglioso. È incastonata in un territorio particolare perché, un po’ come succede con Urbino, bisogna andarci appositamente. Ecco: il Movimento Turismo del Vino obbliga a fare percorsi inconsueti".

Piacevoli deviazioni dai consueti tragitti?

"Mi piace ricordare anche che le cantine sono aperte tutto l’anno, l’appuntamento di questo weekend permette di instillare la curiosità di andare a trovare e visitare le aziende anche negli altri periodi. Anche perché in due giorni occorrerebbe visitarne tantissime, e allora la kermesse diventa un’occasione per segnare sul taccuino quello che merita di essere approfondito".

Come sistema-Paese bisogna investire di più nel settore?

"Il turismo non si delocalizza: serve continuare a investire sul territorio per fare arrivare ancora più turisti e l’enoturismo è quel turismo che ha una sua destagionalizzazione, si può fare tutto l’anno. Abbina alla bellezza del territorio ottimo prodotti. Un turismo alto, qualificato, 365 giorni l’anno".