Lunedì 20 Maggio 2024

La ’pazza’ impresa della Coprob Così le bietole diventano zucchero

La cooperativa nata nel 1962 a Minerbio è l’unica filiera saccarifera al 100 per cento italiana

La ’pazza’ impresa della Coprob  Così le bietole diventano zucchero

La ’pazza’ impresa della Coprob Così le bietole diventano zucchero

Erano gli anni Sessanta, l’Italia era nel pieno del boom economico e del rinnovamento generazionale. Proprio in quel periodo di eccezionale fermento ed entusiasmo, a Minerbio, nel Bolognese, Giovanni Bersani, convinto cooperatore ed europeista, sempre a fianco degli ultimi, dava vita nel 1962 a Coprob (Cooperativa dei produttori bieticoli). Grazie alla sua idea, i piccoli produttori di bietole e le cooperative di conduzione terreni avrebbero avuto l’opportunità di creare una grande industria saccarifera cooperativa, per trasformare le proprie bietole e arrivare al mercato con il proprio zucchero. L’obiettivo, dunque, era generare valore e benessere per la comunità e il territorio, dando importanza al lavoro nei campi e nelle fabbriche.

Da quella pazza impresa, nata senza mezzi e dettata solo dalla passione, in sessant’anni di attività si è realizzato, non senza sacrifici, un grande sviluppo di imprese agricole e comunità locali. Ieri come oggi, etica e responsabilità sociale rappresentano gli ingredienti fondamentali per fare sistema con tutti gli attori della filiera, dal campo alla tavola. La sostenibilità (economica, sociale e ambientale) si basa su questi principi e ha permesso a Coprob (divenuta, nel 2008, Coprob-Italia Zuccheri) di divenire una grande realtà industriale e di rimanere l’unica filiera dello zucchero 100% italiano.

Per fornire soluzioni più efficaci alle questioni poste dalla sostenibilità, la Cooperativa incentiva metodi di coltivazione e produzione con minor impatto ambientale; valorizza i co-prodotti frutto della lavorazione della barbabietola come melasso, calci e polpe, da cui ricava anche energia sostenibile. Per fare tutto ciò si avvale di una divisione interna di ricerca e sviluppo, in collegamento costante con svariati interlocutori. L’area Servizi agronomici e sperimentazione sviluppa infatti la nuova bieticoltura in sinergia con bieticoltori, aziende agromeccaniche, ditte sementiere, produttori di mezzi tecnici, centri di ricerca e università e conduce progetti in partnership con altre filiere virtuose, tra cui, ad esempio, Conapi-Mielizia. La Cooperativa, dunque, è fortemente impegnata nello sviluppo sostenibile della filiera bieticola, affinché questa riesca ad adeguarsi a un cambiamento climatico sempre più rapido e dirompente.

La sperimentazione sulle bietole autunnali, iniziata 4 anni fa, oggi interessa circa 600 ettari. Si sta valutando anche la possibile semina estiva dopo il raccolto dei cereali autunnali e invernali, interessante soprattutto per le aziende agricole con biogas o biometano. Questo tipo di semina estiva consentirebbe la copertura del terreno in inverno, l’uso di pochi input e nessun fitofarmaco e, di conseguenza, costi ridotti. La raccolta avverrebbe prima dell’induzione a seme. La semina estiva sarà oggetto di studio nei prossimi mesi: si intende mettere a punto un nuovo progetto di filiera bieticolo-saccarifera, in grado di contrastare il cambiamento climatico e dare risposte alle esigenze delle aziende agricole a seconda delle zone geografiche di appartenenza.

Nel corso dell’imminente edizione di Macfrut, Coprob-Italia Zuccheri presenterà i risultati ottenuti in occasione della campagna bieticola 2022, nell’ambito della sperimentazione condotta sulla tecnologia denominata ‘Ennuvi’, una tecnica di bio-attivazione sviluppata e brevettata da FertiGlobal, la divisione agricoltura del colosso della chimica Larderello Group.

Maddalena De Franchis