Domenica 14 Aprile 2024

Il presidente di Aefi: "Dall’Italia al mondo, portiamo le imprese verso i mercati esteri"

Maurizio Danese guida l’Associazione esposizioni e fiere italiane: "Serve una strategia di rafforzamento sul piano internazionale, così il sistema potrà raggiungere i livelli di Francia e Germania".

Il presidente di Aefi: "Dall’Italia al mondo, portiamo le imprese verso i mercati esteri"

Il presidente di Aefi: "Dall’Italia al mondo, portiamo le imprese verso i mercati esteri"

Maurizio Danese, presidente di Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane), quali sono i numeri del settore fieristico in Italia?

"Il settore fieristico italiano impiega 190 imprese con 3.700 addetti ed esprime un fatturato diretto di 1,4 miliardi di euro all’anno. Secondo l’ultima rilevazione Aefi-Prometeia realizzata nel 2023, le fiere tricolori generano un impatto complessivo sui territori, tra servizi, trasporti, ospitalità e salari, quantificabile in 22,5 miliardi di euro l’anno, al netto del business generato dalle imprese in occasione dei b2b fieristici. Attualmente, il ‘quartiere Italia’ conta 4,2 milioni di metri quadrati di superficie espositiva. Un dato che porta la nostra industria al quarto posto nel mondo, preceduta da Usa, Cina e Germania e seconda in Europa dietro ai tedeschi".

Il settore è pienamente ripartito dopo le difficoltà legate al periodo della pandemia?

"Archiviata la fase di emergenza grazie alle istituzioni, che hanno inserito le fiere tra i pilastri dell’internazionalizzazione del made in Italy e delle pmi, oggi le fiere sono tornate a pieno regime, riconquistando un ruolo centrale nella promozione dei settori produttivi più strategici del nostro Paese. Quest’anno in Italia si terranno quasi 900 manifestazioni, di cui 267 internazionali – e voglio ricordare che il 94% di queste si svolge nei quartieri associati Aefi –, 216 nazionali e 400 rassegne tra regionali e locali".

Quali sono le prospettive del settore fieristico per il 2024?

"Credo che la prossima sfida si giocherà sul campo della competitività internazionale. Serve, infatti, una decisa accelerazione sul fronte delle manifestazioni organizzate all’estero. A giugno dell’anno scorso, nell’ambito della Giornata mondiale delle fiere e dei quarant’anni di Aefi, è stata lanciata una call to action, fondata su uno studio commissionato a Roland Berger Italia. Le fiere devono abbandonare i campanilismi a favore di una strategia di rafforzamento internazionale del sistema fieristico italiano".

Quali obiettivi si pone Aefi?

"Ad oggi Aefi rappresenta quaranta tra i principali quartieri fieristici italiani, a cui si sono aggiunti venti organizzatori di manifestazioni in rappresentanza dei diversi comparti del made in Italy. Un’apertura alla filiera di questo comparto resa possibile dalla modifica dello statuto dell’associazione, che abbiamo attuato a marzo dell’anno scorso. Tra gli obiettivi, oltre al consolidamento di tutta la parte dei servizi agli associati, c’è sicuramente quello di allargare ulteriormente la platea dell’associazione per garantirle sempre di più una rappresentanza unitaria. L’unica in grado di affrontare le sfide del futuro, nella convinzione che uniti si vince, divisi si perde".

Dalla piattaforma Club Deal all’elaborazione di un programma condiviso, qual è la strategia di Aefi per la crescita internazionale delle fiere italiane?

"Per crescere a livello internazionale è necessario un cambio di passo per accompagnare le nostre imprese nel mondo sotto un’unica bandiera. Soltanto così potremo colmare il gap del nostro sistema per condurlo sui valori di Francia e Germania, le cui manifestazioni all’estero incidono quasi per il 30% del fatturato complessivo contro il nostro 9%. Per questo, stiamo trattando il tema su diversi tavoli ministeriali. Le fiere, infatti, costituiscono un asset strategico per il made in Italy e conseguentemente occorre trovare un percorso condiviso anche a livello politico".

Quanto vale il turismo fieristico in Italia e come si può incentivarlo ulteriormente?

"Le fiere sono un driver fondamentale anche in chiave turistica. Nel 2023 con Prometeia abbiamo presentato una ricerca sull’impatto delle fiere nell’economia turistica nazionale, una mappatura degli effetti macroeconomici aggiuntivi rispetto al business in fiera. Dalla ricerca è emerso che il turismo fieristico vale più di 10 miliardi di euro l’anno, con un impatto occupazionale stimabile in circa 90mila addetti. Ciò significa che ogni euro speso dai visitatori delle manifestazioni genera 2,4 euro in produzione e 1,1 euro di valore aggiunto per l’economia turistica nazionale. Inoltre, abbiamo rilevato che i viaggi legati al segmento delle fiere attivano una spesa annua di beni e servizi turistici di 4,25 miliardi".