Mercoledì 24 Aprile 2024

Il presidente Marcatili: "Trasformeremo il Caab nella piattaforma logistica del fresco"

L’obiettivo è diventare un hub metropolitano che serva tutta l’Italia "Il nostro piano strategico sarà finanziato con 10 milioni del Pnrr. Faremo tutto nell’ottica della sostenibilità e del risparmio energetico".

Il presidente Marcatili: "Trasformeremo il Caab nella piattaforma logistica del fresco"

Il presidente Marcatili: "Trasformeremo il Caab nella piattaforma logistica del fresco"

di Mariateresa Mastromarino

Trasformare il Caab, centro agro alimentare bolognese, in una piattaforma logistica del fresco metropolitana di ultimo miglio, che cura la freschezza dei prodotti e connette il territorio locale al resto d’Italia. Tutto nell’ottica della sostenibilità, che verrà messa al centro di un piano d’intervento dalla portata di dieci milioni di euro, finanziato dal Pnrr.

Presidente Marco Marcatili, siete davanti a un forte cambiamento e le risorse impiegate sono importanti.

"Il Pnrr coincide con il nostro piano strategico, perché i dieci milioni di euro sono risorse straordinarie, che consentono investimenti sul core business. Non si tratta quindi di un accessorio, ma un core di un processo di trasformazione della nuova governance del Caab".

Qual è l’obiettivo?

"Vogliamo dare al Caab un’immagine legata sempre meno al mercato notturno, ma sempre più piattaforma logistica del fresco metropolitana. Siamo l’eccellenza del fresco, e lo facciamo girare anche nelle altre regioni: vogliamo rafforzarci maggiormente, perché l’esigenza è quella di raggiungere un più vasto pubblico, comprendendo il mondo della ristorazione e la grande distribuzione".

Come impiegherete nel concreto le risorse?

"La metà delle risorse si concentrerà sulla coibentazione della tettoia di carico, completando un intervento di ammodernamento per garantire la catena del fresco. In questo modo, potremo attrarre tutti gli operatori che vogliono seguire la logistica del fresco. Renderemo la struttura completamente contemporanea e moderna per la filiera del fresco. Insomma, vogliamo integrare la logistica come business rispetto all’attività mercatale per i consumatori".

E il resto?

"Investiremo, in più, per raggiungere la completa autosufficienza energetica, ampliando il fotovoltaico. Realizzeremo anche un biodigestore, per fare in modo che la nostra struttura sia ‘zero waste’ (senza sprechi, ndr), anche se la nostra esperienza già ci consente di ricollocare i prodotti non impiegati nel mercato. In questo modo, però, persino l’ultimo prodotto potrà essere inserito nel biodigestore per produrre energia".

Questo progetto si collega alla sostenibilità.

"Ci occuperemo anche della logistica sostenibile, con la volontà di alimentare sempre più con mezzi elettrici, così come la costruzione dei parcheggi che saranno dotati di pannelli fotovoltaici e di colonnine di ricarica. Una mobilità elettrica di ultimo miglio, visto che questo tratto è il responsabile della gran parte di anidride carbonica: in questo modo, si potrebbe garantire minore impatto".

Poi?

"Vorremo anche creare un marketplace digitale, per garantire a tutti gli operatori di mercato uno spazio digitale all’interno della piattaforma Caab. E il centro sarà dotato anche di un mercato ittico, con la creazione di un nuovo stabilimento. Tra gli obiettivi, quindi, c’è anche quello di integrare l’attività del B2B con il B2C: esistono ovunque aree dove i cittadini possono andare a comprare all’ingrosso. Per questo abbiamo aperto ai cittadini la possibilità di comprare fresco al mattino, aprendo un punto vendita sia di ortofrutta sia di prodotti tipici, e le stesse condizioni ci saranno per la filiera del pesce".

Di cosa avete bisogno per rendere tutto questo possibile? "Bologna deve rifondare una sua politica sulla logistica, perché per troppo tempo abbiamo lasciato fare agli altri. Siamo al centro del Paese, dovremmo essere i più competitivi, eppure ci sono altre realtà che hanno lavorato di più. In questo modo, rischiamo di non aver maturato un orientamento. In più, come Caab, vogliamo porre l’attenzione sulla logistica del fresco, che richiede attenzioni particolari, ed è legata alla qualità della vita: le città che non fanno girare il fresco hanno meno qualità di vita. E ci sono realtà che hanno misurato il loro metro di benessere anche sulla capacità di consegnare prodotti freschi alle comunità, ma per farlo serve una logistica dedicata. Il Caab si candida a essere un hub di questa logistica, ma serve costruire una nuova cultura legata al fresco, rifondando una politica anche pubblica sul tema, che metta tutti nella condizione di poter acquistare il fresco e di averlo sempre a disposizione".