’Quasi’ digiuno, e il benessere arriva subito

Un giorno alla settimana di detox, mangiando solo frutta, è sufficiente per ’sgonfiare’ l’organismo

31/10/2021 - di Ciro Vestita

«L’abbiamo scampata bella quella notte, eh generale?» fu l’agghiacciante frase rivolta da Padre Pio al generale Cadorna. Dopo la disfatta di Caporetto in cui morirono 11.000 soldati italiani e molte altre migliaia furono feriti, il generale decise di farla finita. Chiamò nella sua tenda il piantone, si fece consegnare la pistola e lo invitò a non far entrare nessuno. Ma all’improvviso si avvertì nella tenda un intenso profumo di rose e viole; pochi istanti dopo comparve un frate con la barba bianca e delle ferite sanguinanti alle mani. Era Padre Pio che in modo affettuoso convinse Luigi Cadorna a desistere dal suo gesto. Dopo un lungo ed accorato pianto il generale si convinse ma, nel momento in cui voleva ringraziare il frate, questi era sparito dileguandosi nel nulla. Pochi anni dopo Cadorna, in visita ad alcuni parenti a Bari, leggendo il giornale locale, riconobbe in una foto il frate che lo aveva salvato. Approfittò di una processione in cui era presente il Santo e si avvicinò per capire se fosse davvero lui. A quel punto Padre Pio pronunciò la frase «l’abbiamo scampata bella quella notte, eh generale?». Il Santo aveva semplicemente fatto un miracolo salvando una vita umana. La vita di Padre Pio non fu certo facile. La Chiesa lo osteggiò per anni, ma egli ad invidie e gelosie rispose sempre con il suo eterno sorriso. Fu fin dall ‘inizio sempre dalla parte dei poveri cui spesso cedeva i suoi abiti ed il suo pasto. «Digiunare – asseriva il Santo – mi fa stare meglio anche nella mente».

 

Lo stesso sguardo magnetico l’ho sempre intravisto in un’altro grande personaggio della Chiesa, Don Giovanni Bosco. Nato nel 1815 da una famiglia contadina torinese, divenne prestissimo sacerdote svolgendo la sua attività sempre vicino ai poveri. Creò nel 1940 il primo Oratorio per ragazzi disadattati convinto che solo la scuola potesse salvare questi ragazzi dalla delinquenza. Si recava spesso nei sobborghi per convincere bambini e ragazzi a frequentare la sua scuola di arti e mestieri. Anche la sua vita non fu facile: Camillo Benso di Cavour lo osteggiò in tutti i modi accusandolo di pescare nel torbido ragazzi malavitosi, futuri ladri ed assassini che dovevano rimanere lontano dal centro di Torino ove Don Bosco aveva creato il suo oratorio. Ma Giovanni aveva dalla sua parte il potentissimo Pio IX, l’ultimo Papa Re. Forte di questo appoggio, esportò il suo modello in Francia, Germania ma soprattutto in Argentina ove trovò una povertà ancora più spiccata; famose a Buenos Aires le sue orazioni nelle chiese ed i suoi digiuni per sentirsi ancora più vicino ai poveri.

 

La tecnica del digiuno negli ambienti religiosi è sempre stata presente. Un esempio è la comunità americana dei Mormoni ove si pratica una volta al mese un digiuno totale per “purificarsi”. Uno studio, fato anni fa su questa comunità, diede un risultato strabiliante: l’incidenza delle patologie cardiovascolari si abbatteva del 40% rispetto agli altri abitanti della zona.

 

Nella dietologia moderna la tecnica del minidigiuno si sta estendendo a macchia d’olio, soprattutto da quando ci si è accorti che questa metodica svolge una egregia profilassi nei confronti di svariate patologie.

 

Personalmente, ai miei pazienti consiglio una volta la settimana di mangiare solo frutta. Ottimi in questo periodo il succo d’uva, potente farmaco naturale che veniva definito ’Ampeloterapia’ (dal greco Ampelos, grappolo), capace, in un’era in cui non esistevano antibiotici, di contrastare soprattutto le patologie reumatiche e quelle dell’albero respiratorio. Ma è soprattutto il senso di benessere che incoraggia questa antica cura; ci si sente subito più ’sgonfi’ e più ’puliti’, grazie alla azione detossinante che consegue a queste antiche terapia.

 

Salvia, farro e burro: tre rimedi naturali

 

«Come fa ad ammalarsi – recitava la Scuola Salernitana – l’uomo che abbia la salvia nel suo giardino?». Ed infatti secondo le ultime ricerche essa è ricca di una sostanza chiama Carnosolo, dal forte potere antinfiammatorio e curativo. E che dire poi del burro, che secondo la Tuft University proteggerebbe dal diabete di Tipo 2? Infine il farro, il cereale più antico (dal suo nome deriva il termine farina): è ricco come altri cereali di lignani, fitoestrogeni dal forte potere profilattico verso vari tipi di tumore.