Bandiera verde e fogliolina di stelle: la certificazione europea del mondo bio

Regole ferree nella produzione: fertilizzanti naturali e insetti anti-parassiti, rotazione stagionale delle colture, no ogm

19/09/2021 - di Chiara Bettelli

Come muoversi fra le varie indicazioni da verificare sulle confezioni? Ecco un piccolo vademecum. Se desiderate i Made in Italy o ‘al 100% italiani’ e Dop (denominazione di origine controllata riguardo un’area geografica delimitata), cercate queste diciture. Non fatevi confondere dal nome dell’alimento: ad esempio su alcune confezioni di olio extravergine d’oliva si troverà che è composto da oli europei o extra UE. Comunque, per gli alimenti Made in Italy, non esiste una normativa chiara, quindi meglio controllare l’origine del prodotto o la provenienza dei singoli ingredienti che lo compongono. Per il mondo dei vini le certificazioni sono IGP, DOC, DOP, DOCG. Ma esistono anche denominazioni vegan (vino prodotto con processi che escludono l’utilizzo di sostanze di origine animale) e biologici, senza antiparassitari o concimi chimici di sintesi.

 

Nell’attuale vasto mondo della produzione bio, per riconoscere gli alimenti effettivamente biologici occorre verificare che l’agricoltura o l’allevamento sia conforme a specifici processi indicati dall’Unione Europea. La certificazione fondamentale e obbligatoria (dal 2017) è il marchio comune del biologico ICEA (riconoscibile dalla bandierina verde con la fogliolina di stelle europee) per tutti i prodotti confezionati, realizzati nel territorio della Comunità Europea, che contengono almeno il 95% di ingredienti BIO. Vicino al marchio europeo deve essere indicato il codice dell’organismo di controllo e l’effettiva origine (Italia/UE/non UE) degli ingredienti. Quali sono le indicazioni date da ICEA? Tra le varie segnalate, non devono essere presenti OGM e sostanze chimiche, ma occorre utilizzare fertilizzanti naturali e insetti anti-parassiti, inoltre bisogna rispettare una rotazione stagionale.

 

Per quanto riguarda gli allevamenti è necessario tenere in conto i bisogni fisiologici ed etiologici degli animali, avere un numero di capi che eviti l’allevamento intensivo, e alimentarli con prodotti biologici. Vietato l’uso di ormoni e l’allevamento senza terra. E per il pesce? La certificazione MSC, volontaria, è la principale che indica uno standard di pesca sostenibile a livello internazionale. Per il WWF «una delle minacce più gravi per la sostenibilità dei mari è la pesca eccessiva. Il 31 % degli stock ittici globali è sfruttato al di sopra del livello di sostenibilità e il 61% sfruttato a pieno regime. Le condizioni sono allarmanti e aggravate da pratiche di pesca illegale».

 

A COLAZIONE

Il latte scremato va bene per tutti

l latte scremato o parzialmente scremato, quindi con una ridotta presenza di grassi, è uno dei SENZA che possono essere consigliati a tutti. Infatti, il grasso dei latticini è solitamente difficile da digerire ed è un apporto nutrizionale non indicato se si vuole perdere peso. Inoltre, il latte ‘magro’ consente di utilizzare (quindi di non eliminare) il prodotto che è stato sfruttato per fare i formaggi. Per quanto riguarda il caffè, invece, meglio non utilizzare il SENZA caffeina. Infatti – come ricorda la dottorezza Manzi – per il processo di decaffeinizzazione spesso si utilizzano dei solventi dannosi per la salute. «Pochi produttori scelgono un metodo ad acqua che è più costoso ma meno nocivo».