Quanto è forte il tuo grit?

È l’insieme di passione, motivazione e perseveranza che serve per ottenere risultati a lungo termine. E si può far crescere nel tempo

22/08/2021 - di Maria Cristina Righi

La neuropsicologa americana Angela Duckworth l’ha definito grit. Declinato in più libri (tradotti in moltissime lingue) e versioni (dal primo ’Grit: Why Passion and Resilience are the Secrets to Success’, fino al più recente, ’Young Reader’s Edition’) grit è l’insieme di passione, motivazione e perseveranza per ottenere risultati a lungo termine. Combina resilienza, ambizione e autocontrollo nel raggiungere gli obiettivi desiderati. Più forte di altri caratteri, come il QI, il talento o la riuscita nel percorso scolastico, il grit è la vera chiave del successo. Si può apprendere e migliorare nel tempo, indipendentemente dall’età e dalle capacità. Secondo le ricerche di Angela Duckworth, il grit non dipende dalla genetica. A un certo punto scatta qualcosa dentro, grazie a un interesse verso un’attività o un particolare campo d’azione. Non è un caso se molti celebri scrittori sono stati tutti grandissimi lettori di libri.

 

«Il grit si consolida man mano che la nostra filosofia di vita viene forgiata – scrive la neuropsicologa – Con il suo aiuto s’impara a riprendersi da un fallimento o a dare la priorità ai propri obiettivi». Condividendo le intuizioni che derivano dalla sua ricerca, Angela spiega perché il talento non è certo una garanzia di successo. La ricercatrice ha scoperto che il grit è il segno distintivo di chi ha successo in ogni campo. Ma non è facile capire immediatamente se un interesse o una capacità potranno trasformarsi nella più grande passione della nostra vita. All’inizio bisogna sperimentarle, seguire le proprie intuizioni e metterle alla prova. Quali sono le qualità fondamentali da coltivare per aumentare il livello del proprio grit? Prima di tutte, la pazienza e la costanza.

 

Poi il coraggio, la coscienziosità, obiettivi a lungo termine, resilienza, ottimismo, fiducia e creatività. Non ultima l’eccellenza contro la ricerca di perfezione. Secondo Angela Duckworth la perseveranza e l’attaccamento a una passione che durino nel tempo, aumentano con l’età. Questo significa ore e ore di pratica moltiplicate negli anni. Ma è necessario lavorare gradualmente, partendo da un minimo di quindici minuti al giorno per poi aumentare le dosi. Fondamentale non mollare mai, ma continuare anche quando si ha l’impressione di non progredire.

 

La neuropsicologa si preoccupa anche di quelli che definisce i modelli di riuscita più fragili, che riguardano soprattutto i più giovani, alle prese con il primo fallimento. A quel punto bisogna rimettersi in discussione, interrogarsi sui propri limiti: è la pratica riflessiva ed è dolorosa. Cosa permette di perseverare, dopo un fallimento? Duckworth è convinta che siano comunque i progressi fatti fino a quel momento, ma soprattutto quello che lei definisce flux, il flusso o il fluire delle cose, la sensazione di sentirsi bene in ciò che si intraprende. Come quando, dopo tante lezioni di sci, si riesce a scendere duna pista difficile senza fatica e senza cadere. Questa sensazione vale per qualunque attività.

 

Il sogno di tutti i genitori, insegnanti, superiori è quello di riuscire a far crescere il grit nei propri figli, studenti, dipendenti. Per quanto riguarda i più giovani, l’esempio positivo è mille volte più efficace di una lezione o di una predica. Ma purtroppo lo è anche quello negativo. Secondo la neuropsicologa è indispensabile un cambiamento nello stile di vita. Vanno introdotte attività che possano essere ritualizzate, cioè con appuntamenti fissi e regolari. Per migliorare il grit spirit le possibilità sono tante, partendo dal cercare di rispettare gli orari (le persone che combattono per i propri obiettivi in genere sono anche le più affidabili) e gli impegni presi. Un ultimo aspetto da coltivare è l’ottimismo: credere in se stessi e nel proprio valore permette di aumentare le possibilità di successo.

 

QUATTRO FASI

Gli esercizi per far maturare il talento

 

Un ostacolo allo sviluppo del grit è la sensazione di non fare progressi. Ma non è una buona ragione per fermarsi, anzi. Il modo migliore per garantire progressi è la pratica deliberata (deliberate practice), il mix di studio ed esercizio che si mette in atto per far maturare un talento. La ’deliberate practice’ si sviluppa in a 4 fasi: – Stabilire un obiettivo – Concentrarsi su un aspetto ristretto che si vuole migliorare – Impostare un obiettivo che non si riesce ancora a raggiungere – Applicare piena concentrazione e sforzo

 

Per i più piccoli

Fondamentale l’esempio degli adulti

 

 

La regolarità

Rispettare orari e impegni presi