Donne in menopausa, cambiamenti ormonali mettono a rischio il cuore

Come mitigare le ripercussioni negative, quali valori tenere d'occhio con le analisi

31/05/2022
menopausa

I cambiamenti ormonali con l’inizio della menopausa rappresentano un fattore di rischio cardiovascolare, la conferma viene da uno studio pubblicato su European Journal of Preventive Cardiology. L’indagine del Politecnico di Jyväskylä, in Finlandia, ha preso in esame un campione di 218 donne, per più di un anno sono stati monitorati i livelli di 180 sostanze circolanti nel sangue, valori che regolano in vario modo il benessere di cuore e arterie, tra cui l’andamento di due ormoni (estradiolo e FSH).

 

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Analisi del sangue

Lo studio ha mostrato che la menopausa è coinvolta nel cambiamento di 64 dei 180 metaboliti studiati. Lo studio ha mostrato l’assunzione della terapia ormonale sostitutiva è in grado di contenere l’aumento del colesterolo LDL, quello cattivo.
La menopausa è inevitabile, un cambiamento fisiologico nella donna, ma è possibile mitigare le ripercussioni negative mangiando in modo sano e mantenendosi fisicamente attive. In particolare, le donne dovrebbero prestare attenzione alla qualità dei grassi nella dieta, e mantenersi in forma dal punto di vista cardiorespiratorio.

 

Medicina di genere

Rispetto alle malattie cardiovascolari (MCV), gli ultimi studi, indicano che le donne presentano fattori di rischio specifici correlati al genere, vediamo di seguito qualche esempio.

  • Alle donne basta fumare un terzo delle sigarette dell’uomo per essere esposta al medesimo livello di rischio.
  • Le malattie autoimmuni, più tipicamente femminili visto il ruolo immunostimolante degli estrogeni, possono essere associate a un maggior rischio di MCV, per lo stato di infiammazione cronica sistemica associato.
  • La menopausa precoce (< 45 anni) si associa ad un maggior rischio cardiovascolare, contrariamente alle donne con menopausa ad esordio più tardivo (> 50 anni).
  • La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) può compromettere la salute cardiovascolare delle donne in età giovane tra i 30 e 40 anni, che presentano un rischio più alto (del 19%) rispetto alle coetanee che non hanno disturbi ovarici, essendo più soggette a sovrappeso obesità, ipertensione, diabete, dislipidemia e sindrome metabolica.
  • Le donne che hanno sofferto di gestosi e ipertensione gestazionale hanno un rischio raddoppiato di MCV entro 5-15 anni dalla gravidanza e, in particolare, rischio quadruplicato di sviluppare ipertensione arteriosa. Anche una storia di diabete in gravidanza può essere una spia di aumentato rischio di diabete ma anche di MCV.
  • Le donne che hanno sofferto di tumore al seno presentano un rischio più alto di sviluppare affezioni cardiovascolari (infarto, ictus). Gli esami di screening possono evidenziare questo rischio: la presenza di calcificazioni arteriose mammarie alla mammografia, seppur senza rilievo dal punto di vista oncologico, può invece segnalare la presenza di calcificazioni delle arterie coronariche.