Martedì 25 Giugno 2024

Pietro Genovese assolto nel processo per evasione. Nel 2019 investì due sedicenni a Roma

Era accusato di aver violato gli arresti domiciliari nel gennaio 2021. Il legale: “Sentenza non cancella la drammaticità dei fatti, ma è rispettosa della giustizia degli uomini”

Pietro Genovese (Ansa)

Pietro Genovese (Ansa)

Roma, 7 giugno 2024: Pietro Genovese non è evaso dagli arresti domiciliari il 16 gennaio 2021: questo è quanto stabilito dal tribunale monocratico della Capitale. Assoluzione – in quanto “il fatto non sussiste” – per il 25enne condannato a 5 anni e 4 mesi per aver investito e ucciso le sedicenni Gaia von Freyemann e Camilla Romagnoli.

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L’accusa di evasione è emersa nel gennaio 2021, quando i carabinieri non avrebbero ottenuto risposta al campanello durante un controllo di routine. È stato proprio il pubblico ministero a chiedere l’assoluzione in quanto “il fatto non sussiste”. 

Durante l’udienza, il giovane ha dichiarato di non aver sentito il campanello in quanto si era addormentato, mentre il portiere del condominio ha confermato che dall’analisi delle telecamere di sorveglianza – effettuata in aula – non risultava uscita “nessuna sagoma che riconduca a Pietro Genovese”: “Non ci sono altre uscite oltre a quelle inquadrate”, ha assicurato il rappresentante dell’accusa. 

"Questa sentenza non cancella la drammaticità dei fatti, ma la decisione è adeguata e rispettosa della giustizia degli uomini”, ha reagito Gianluca Tognozzi, il legale di Pietro Genovese. 

"Ce lo aspettavamo – ha commentato Gabriella Saracino, la madre di Gaia –  ho capito che è un ragazzo estremamente fragile: non ho più uno spirito di rabbia e vendetta”. “Credo che i servizi sociali possano davvero fargli interiorizzare cosa ha fatto, distruggendo tre famiglie e se stesso”, ha concluso.

Il 22 dicembre 2019, Genovese aveva investito con il suo suv le due ragazze, che erano intente ad attraversare la strada. L’incidente aveva avuto luogo in corso di Francia. L’allora 21enne stava tornando da una cena, aveva un tasso alcolemico di quasi tre volte superiore a quanto consentito e sarebbe stato al cellulare. Si era fermato e aveva atteso l’arrivo dell’ambulanza.