Amiche falciate dal figlio del regista. Genovese accusato di evasione : "Ma lui ora vive sereno a Londra"

La rabbia della mamma di Gaia: "Si è trasferito dove nessuno lo conosce e può chiamarlo assassino". Il 21enne già condannato a 5 anni e 4 mesi per omicidio stradale plurimo, nel 2021 eluse i domiciliari. .

Amiche falciate dal figlio del regista. Genovese accusato di evasione : "Ma lui ora vive sereno a Londra"

Amiche falciate dal figlio del regista. Genovese accusato di evasione : "Ma lui ora vive sereno a Londra"

Un altro Capodanno senza Gaia e senza Camilla. A tre anni da "quel maledetto 22 dicembre del 2019", lo sfogo social di Gabriella Saracino, mamma di Gaia von Freymann – investita a 16 anni a Roma Nord assieme all’amica Camilla Romagnoli dal 21enne Pietro Genovese (figlio del regista Paolo) – ravviva l’attenzione su uno degli omicidi stradali più strazianti della cronaca italiana. Perché a nessuno sfugge che, quando è il momento delle festività, il dolore pulsa ancora più forte. E in questo caso, oltre al dolore, emerge anche un esplicito senso di ingiustizia: specie paragonando il tragico destino di chi non c’è più alla confortevole protezione ai sensi di legge di chi, nonostante fatti e sentenze, potrebbe persino non aver osservato la permanenza ai domiciliari.

Quell’episodio datato 16 gennaio 2021, dopo la condanna in primo grado a 8 anni di reclusione e prima della successiva riduzione di pena in appello a 5 anni e 4 mesi, resta tuttora senza esito. E ci sarebbe pure un altro caso. Quello del 28 luglio del 2021, quando sempre i carabinieri non ottennero risposta citofonica al controllo notturno del giovane. Gabriella Saracino sceglie un registro tra l’ironico e lo scandalizzato: "Ora vediamo cosa decideranno i giudici per questa doppia evasione! ... oltre a tutto quello che gli hanno abbonato come l’omissione di soccorso! Ah dimenticavo… Il povero ragazzo vive serenamente a Londra già da un po’ così lì nessuno può riconoscerlo e chiamarlo “assassino” come a Roma è accaduto!". L’amarezza per un trattamento certamente non afflittivo – paragonato alla devastazione di chi deve sopravvivere senza la propria figlia – si evince anche dai dialoghi con le tante persone che mettono sulla bilancia i fatti. "Questa non è giustizia", è la reazione tipo. La mamma di Gaia vede il percorso giudiziario di Genovese esattamente così: "Addossandosi tutte le colpe, ha patteggiato per avere la libertà. Io mi addosso le colpe tu Tribunale mi dai una pena inferiore? I giudici hanno accettato ed ha avuto 5 anni e 4 mesi, accorciando i domiciliari di un anno e 6 mesi (tra permessi quotidiani per uscire, per ricevere chi voleva a casa… ecc.). Restano 3 anni e 6 mesi e siamo ancora in attesa che il Tribunale di Sorveglianza decida... Bontà sua!"

Genovese è infatti in attesa di conoscere come dovrà scontare la pena residua. È plausibile che il giovane possa essere affidato ai servizi sociali essendo esclusa, sotto la soglia dei 4 anni, la detenzione in carcere. Resta invece nel limbo la sospetta evasione. Nella relazione del gennaio 2021 trasmessa ai magistrati, i carabinieri scrivono di avere effettuato "numerosi tentativi prima al citofono dello stabile e successivamente al campanello della porta d’ingresso dell’abitazione", senza ricevere alcuna risposta", ma non avrebbero mai provato a chiamare il ragazzo al cellulare. Inoltre, dall’esame delle telecamere, Genovese non risulterebbe essere evaso. Appare dunque improbabile che l’omicida stradale di Gaia e Camilla possa perdere il beneficio della libertà. In attesa di novità, la mamma di Gaia graffia sui social confermando che legge e senso comune spesso stanno agli antipodi.