Enrico Michetti
Enrico Michetti

Roma, 30 ottobre 2021 – La parabola politica di Enrico Michetti è durata soltanto quattro mesi, l’astro nascente del centrodestra si è dimesso da consigliere comunale. L'ex candidato sindaco di Roma, ha rassegnato ieri le dimissioni dell’assemblea capitolina. Dopo la secca sconfitta al ballottaggio, l’ex candidato sindaco di Roma – battuto con un risultato inaspettato da Roberto Gualtieri – ha lasciato tutti a bocca aperta con una scelta forte, si pensa indirizzata dalla stessa coalizione che lo aveva sostenuto. Dopo la firma dell’atto, l'avvocato amministrativista con la passione per l'antica Roma si è chiuso in silenzio stampa

Il giorno delle elezioni aveva parlato solamente di "esito laconico" e di "dato nazionale" che aveva influenzato la tornata amministrativa. La campagna elettorale gli aveva regalato più problemi che gioie: le polemiche per le sue vecchie frasi sulla Shoah - per le quali ha chiesto scusa - quelle su alcuni candidati molto a destra nelle liste, l'assenza da quasi tutti i confronti con gli sfidanti. E una coalizione che con il passare della settimane è apparsa prendere progressivamente le distanze da un candidato - perorato da FdI - ma valutato da alcuni poco incisivo e troppo legato al gruppo di Radio Radio, emittente dove 'il tribuno' si è fatto conoscere come opinionista.

Dopo alcune settimane di riflessione, Michetti ha preso la sua decisione: tornare ad occuparsi a tempo pieno del suo lavoro di legale, a partire dalla guida della Gazzetta Amministrativa, periodico che fornisce consulenze alle pubbliche amministrazioni. “L'avvocato ringrazia tutti coloro che lo hanno sostenuto nella corsa al Campidoglio”, fanno sapere persone vicine allo sconfitto. Ma non sono mancate voci di dissapori con la coalizione. Tanto che nei giorni scorsi si era parlato anche di possibili pressioni per spingerlo verso la rinuncia al seggio. Al suo posto dovrebbe subentrare Federico Rocca di FdI.

Non è una scelta isolata quella di Michetti. Anche Carlo Calenda, arrivato terzo al primo turno e che era in pole position per diventare presidente del consiglio, con i voti della maggioranza del centrosinistra, non rimarrà in aula Giulio Cesare. Il leader di Azione parteciperà alla prima seduta dell'Assemblea, in programma giovedì 4 novembre, poi lascerà lo scranno a Francesco Carpano. Rimarrà all’opposizione, invece, tra i banchi del M5s l'ex sindaca Virginia Raggi.