Mercoledì 24 Aprile 2024

Va chiarito cos’è successo in quelle piazze

L'articolo di David Allegranti analizza la necessità di un'indagine accurata sui fatti di Pisa e Firenze, evitando strumentalizzazioni politiche. Critiche al ministro dell'Interno e richiamo alla responsabilità individuale. Admonizione contro l'uso politico della Storia.

I fatti di Pisa e Firenze, sui quali si è autorevolmente espresso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, meriterebbero un serio e rigoroso accertamento della verità, riducendo al minimo – se non eliminando – le strumentalizzazioni politiche. Invece, abbiamo assistito ieri con leggero stupore all’informativa alla Camera del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, durante la quale è stato ricordato, come se fosse una concessione, "che in molti Paesi europei non tutte le manifestazioni vengono permesse, mentre in Italia il governo, fin dall’inizio del conflitto israelo-palestinese, ha garantito la piena libertà di manifestare a tutte le parti".

Il ministro, rimasto attonito come noi di fronte alle immagini di Pisa, ha espresso solidarietà preventiva a tutte le forze dell’ordine, mentre il deputato Edoardo Ziello, della Lega, ha aggiunto che "con le forze di polizia bisogna stare sempre, a prescindere".

Alcune considerazioni. Anzitutto, "a prescindere" non si sta con nessuno, ma di volta in volta si valutano gli eventi. In più, qui non si tratta di mettere in discussione l’operato di tutta la polizia o di altri lavoratori a tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico; si tratta di capire che cos’è successo in piazza. Le responsabilità sono personali e di quelle stiamo parlando. Il resto è propaganda. Anche quella di chi pensa che esista un fantomatico piano del governo per inasprire la repressione della libertà di pensiero. Si ha l’impressione, talvolta, che qualcuno a sinistra sogni di vivere non Italia, ma in Ungheria o in Russia: Paesi che hanno più di un problema con lo stato di diritto.

Politicamente scorretto e politicamente corretto sono due facce della stessa medaglia e hanno un bersaglio comune: la Storia, nei confronti della quale sarebbe meglio evitare qualche torto. Anche perché, prima o poi, arriva sempre il momento del disvelamento.