Giovedì 23 Maggio 2024
ELENA G. POLIDORI
Politica

Tutti contro Vannacci. Il Pd: "Ignoriamolo". Ma sui social si scatena l’ironia

Il generale non si scompone e domani sarà alla presentazione del libro di Salvini. Critica la destra: "Come fa un militare a contestare il ministro della Difesa?".

Tutti contro Vannacci. Il   Pd: "Ignoriamolo". Ma sui social si scatena l’ironia

Tutti contro Vannacci. Il Pd: "Ignoriamolo". Ma sui social si scatena l’ironia

Male, purché se ne parli. Perché anche il parlar male o il semplice nominare qualcuno che si vuole ostracizzare dall’immaginario collettivo è di per sé una pubblicità al medesimo. E gli si fa un favore. Ecco, nel Pd questi “fondamentali“ del buon senso popolare e della comunicazione sono tragicamente ignorati se per contrastare Roberto Vannacci e il suo "credo" hanno inventato una campagna social che ha del tragicomico, se non addirittura dell’imbarazzante. Accade, infatti, che il Pd abbia deciso di "ignorare" Vannacci. Sbandierando sui social la sua foto. "Non faremo il suo nome" recita infatti il post apparso su X sul profilo ufficiale dem con cui si invita a "ignorare" – appunto – il candidato della Lega per le prossime Europee.

Il guaio, come si diceva, è che detto post è accompagnato proprio dalla foto del generale, con gli occhi coperti dalla scritta in stampatello "Ignoralo". Nel testo, che come tutte le campagne social dovrebbe ambire a diventare virale, il Pd insiste: "Non gli faremo il favore di rilanciare i suoi deliri, le sue frasi schifose, la vergogna che rappresenta per tutte le donne e gli uomini in divisa". Il favore, invece, glielo fanno eccome, grazie all’hastag #ignoravannacci, tant’è che il messaggio ("proteggiamoci dalle sue parole d’odio – continua il testo –. Compiamo un gesto di difesa del dibattito pubblico") alla fine ha avuto l’atteso effetto boomerang (ricorda un po’ il Veltroni del 2008 che non nominava mai Berlusconi, ma usava la perifrasi "il principale esponente dello schieramento a noi avverso"), con il web. C’è chi, alla fine, ha aggiunto l’ovvio: "Vai col trend #ignoravannacci così non lo nota nessuno". Quella del Pd è solo l’ultima di una lunga serie di reazioni alle parole di Vannacci – che ha ritrattato, soprattutto le ultime sui disabili relegati in classi speciali – che stanno facendo da volano al generale, domani fianco a fianco a Matteo Salvini a Roma per la presentazione del libro del ministro.

Ieri a scagliarsi contro il neo candidato della Lega nella circoscrizione Centro è stato direttamente Ignazio La Russa. Il presidente del Senato si è chiesto come fa "un militare a contestare il proprio ministro della Difesa? Non appartiene alla logica militare una cosa del genere". E sulle parole sui disabili, la seconda carica dello Stato è stato ancora più tranciante: "Vannacci? Non ha un bambino portatore di handicap altrimenti avrebbe capito di aver detto una sciocchezza, gli auguro di non avere mai figli o parenti portatori di handicap. Cosa mi piace del suo libro? Non l’ho letto".

Tutti contro Vannacci, insomma, sia a sinistra che a destra. E – verrebbe da dire – soprattutto a destra, dove il generale è stato crivellato di critiche. "Ha detto una solenne fesseria – ha commentato Giorgio Mulè di Forza Italia –: noi siamo quelli che hanno messo all’indice, etichettandole come vergognose e da voltastomaco, le argomentazioni fatte dal partito di estrema destra tedesco Afd sui disabili a scuola, del tutto sovrapponibili a quelle di Vannacci". E mentre Maria Vittoria Brambilla (Noi Moderati) chiede al generale di "chiedere scusa, ai bambini disabili e alle loro famiglie", le sue parole non vengono risparmiate nemmeno dall’uscente eurodeputata, compagna di lista, Susanna Ceccardi, in totale disaccordo con lui. O dalla Lega del Friuli Venezia Giulia e da quella del Veneto, che si uniscono al coro di chi non "voterà" il candidato scelto da Salvini. Vannacci e il segretario non si curano delle critiche. Con il generale che, intanto, traccia la linea della sua corsa, contro l’imposizione di "un pensiero unico" e promuovendo il "sogno italiano invece che quello americano": "Ho un’idea di tradizione, di patria, di cultura e di sovranità molto simile a quella della Lega e che porterò avanti in maniera indipendente".