Le tensioni nel Pd. Schlein insegue Conte, ma litiga con i suoi su guerra e cattolici

Abbraccio tra i due leader alla presentazione del libro di Speranza. Il grillino però attacca: siete bellicisti e avete rinnegato l’ambientalismo. La dem guarda al governo: divisi su tutto ma rimangono uniti...

Roma, 31 gennaio 2024 – “Nonostante le divisioni del governo Meloni, una coalizione loro ce l’hanno". E lo stessa "responsabilità" chiede la segretaria del Pd Elly Schlein al leader 5 stelle Giuseppe Conte. Perché è vero che "ci sono delle ferite da ricucire" –, ultima in ordine di tempo la protesta sotto casa Rai cui l’ex premier non si associa –, ma alla leader dem non fan che chiedere "lavorate per costruire le alternative". Senonché Conte continua a schermirsi. "Nessuna pregiudiziale", per carità. "Ma ci sono spesso degli ostacoli da rimuovere per costruire progetti solidi e coerenti – sostiene l’ex premier –. Noi dobbiamo far capire ai cittadini che non costruiremo un cartello elettorale, come fa il centrodestra, che nasconde le diversità. L’alternativa va costruita in modo serio".

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Niente di nuovo sotto il cielo del centrosinistra, insomma. A partire dal Pd, alle prese con l’ormai endemica questione dei cattolici, "tenuti da abusivi", attacca dall’esterno il Dc Gianfranco Rotondi, mentre dall’interno l’ex segretario Ppi e fondatore dei dem, Pierluigi Castagnetti, sulle pagine di Qn definiva la cacciata della veneta Anna Maria Bigon, contraria al fine vita, "un fatto sconvolgente".

Cerca di riportare la barra dritta sul nemico, quello vero, l’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che sfodera uno dei suoi classici "non è che possiamo stare a pettinare le bambole" davanti al governo di destra. Ma neanche i buoni uffici di sensale di Roberto Speranza, che da ministro della Salute ha apprezzato la premiership di Conte e con Schlein è rientrato nei dem, hanno sortito l’auspicata intesa.

Antonio Conte ed Elly Schlein
Antonio Conte ed Elly Schlein

Nell’imminenza elettorale, certo, competition is competition , come diceva il Professore. E non potrebbe esser più evidente che tra Pd e 5 Stelle, e ancor più tra Schlein e Conte, sia in corso uno scontro per la leadership oltre che per le Europee, dove la segretaria dem a maggior ragione è propensa a correre per consolidare l’egemonia del partito e propria sul centrosinistra. Baci e abbracci, as usual, professioni di cortesia politica e personale. Ma tutte le nubi continuano a incombere sullo sfondo della presentazione del libro di Speranza. Non solo la Rai, ma sopratutto le guerre, l’ambiente e lo stesso rapporto con le istituzioni europee: dove Conte rimane fiero detrattore del Mes, ma è stato a suo tempo determinante per insediare Ursula von der Leyen alla Commissione europea, anche se oggi vagheggia l’approdo al gruppo Verde che non ha sostenuto l’ex ministra della Difesa tedesca.

“Mi si sono rizzati i capelli a vedere il Pd bellicista che non mi aspettavo, e che ha rinnegato l’esperienza della transizione ecologica mettendoci il dito nell’occhio con l’inceneritore". dice Conte esortando a prendersi il tempo per "costruire un progetto" che consenta di "sapere cosa fare" all’indomani delle elezioni vinte. Un lavoro di pazienza che trova "d’accordo" la segretaria dem: "Le differenze ci sono – osserva –. Però sono molti i punti di convergenza che disegnano non un’esperienza improvvisata, ma una visione per il futuro del Paese". Una convergenza, chiosa, che coinvolge anche il resto dell’opposizione, come accaduto su salario minimo e sanità e che "dobbiamo fare anche su altri temi".