La copertina di Rolling Stone anti Salvini
La copertina di Rolling Stone anti Salvini

Roma, 5 luglio 2018 - Italia degli appelli, dei manifesti, delle tifoserie. Soprattutto in politica. Basta aprire i social per rendersene conto: ogni frase, ogni post, ogni foto diventa una critica, un'invettiva, un insulto. O, al contrario, un elogio, un like, una condivisione. O di qua, o di là. A polarizzare i consensi nel Belpaese oggi c'è Matteo Salvini. A schierarsi, con un'iniziativa modello Stati Uniti contro Donald Trump, c'è il mensile Rolling Stone. In campo sono scesi vip, scrittori e personaggi dello spettacolo uniti contro il ministro più amato e odiato e del governo giallo-verde.  L'appello contro il vicepremier e ministro leghista compare su una copertina arcobaleno: "Noi non stiamo con Salvini. Da adesso chi tace è complice". Obiettivo, scritto in calce:  una società aperta, moderna, libera e solidale.  Contro "un'Italia sempre più cattiva, lacerata, incapace di sperare e di avere fiducia negli altri e nel futuro".

I VIP. Nell'elenco tanti cantanti (da Caparezza a Elisa, da Fiorella Mannoia ai Negramaro), scrittori (da Daria Bignardi a Erri de Luca), personaggi dello spettacolo e registi (da Fabio Fazio a Linus a Gabriele Muccino).  Ma iniziano già le polemiche. Enrico Mentana, direttore del TgLa7, nell'elenco dei firmatari si tira fuori. "Ho trovato il mio nome tra gli aderenti a questa iniziativa. E' un caso di malcostume, trasandatezza, sciatteria? Non so. So però che il direttore di Rolling Stone mi aveva chiesto l'adesione e la risposta è stata chiara: no". Ma non solo.

LA REPLICA DEL MINISTRO. Salvini, visto che l'appello è diventato virale, non ha perso tempo e ha risposto 'salvinianamente': «Questi multimilionari - perchè gli appelli non arrivano da pensionati, da chi vive nelle case popolari - radical chic con milioni di euro spalancassero le porte delle loro megaville ed accogliessero a loro spese chi ritengano di accogliere. Io tiro dritto nel nome della sicurezza, dell'ordine, delle regole e della chiusura dei porti». Ma attenzione: come si diceva, l'Italia è terra di santi, navigatori, poeti e... tifosi. E, quindi, se ci sono vip che si schierano anti Salvini, ci sono anche altri che si schierano pro Salvini.

I PRO-SALVINI. Rita Pavone, ad esempio, che si è lanciata qualche giorno fa, a difendere il titolare del Viminale attaccato durante un concerto dai Pearl Jam. Il gruppo ha, infatti, intonato "Imagine", accompagnata da un messaggio al governo italiano: "Aprite i porti". La Pavone aveva accusato la band di Eddie Vedder di "opportunismo" e aveva fatto un vero e proprio endorsement: "Io ringrazio Salvini. A me lui non dispiace per niente". A ruota le ha fatto eco anche Valeria Marini che, in un'intervista, ha ammesso: "Io ho votato Matteo Salvini, come ho votato Berlusconi. Salvini sta facendo un ottimo lavoro, anche sul discorso immigrazione". Felice del governo giallo-verde pure Jerry Calà che, oggi in un tweet, poi rilanciato da Luigi Di Maio, ha scritto:  "Tutti in tv si chiedono dove troverà questo governo i soldi per mantenere le promesse elettorali. Basterebbe che il precedente governo gentilmente svelasse dove ha preso tutti quei miliardi per salvare le banche...". Ma a sorprendere è la difesa di Salvini fatta da Riccardo Scamarcio in piena polemica immigrazione. L' attore di fede non certo leghista ha così riassunto:  "Salvini non è razzista. Questo governo ingloba il pensiero nazionalista, nel senso più nobile nel termine. Il caso Aquarius? Doveva accoglierla Malta".