Matteo Renzi (Ansa)
Matteo Renzi (Ansa)

Roma, 11 febbraio 2020 - Un disegno di legge che approdi sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri, in agenda giovedì, per ottenere il disco verde assieme al testo sulla riforma del processo penale. E' questa, al momento, la soluzione più accreditata sul cosiddetto lodo Conte bis sulla prescrizione - spiegano fonti di governo - mentre appare definitivamente accantonata l'ipotesi di un emendamento al ddl Costa atteso in Aula alla Camera il 24 febbraio.

Prescrizione, cosa prevede e chi vuole cambiarla

Il governo e i relatori hanno dato parere contrario al lodo Annibali, l'emendamento di Italia viva al Milleporoghe che mira a rinviare di un anno l'entrata in vigore della riforma sulla prescrizione. Il voto sul 'Lodo Annibali' nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, che stanno esaminando il Milleproroghe, slitta a domani. I lavori della commissione riprenderanno domani alle 15.

E' dunque una tregua (armata) quella nel governo sulla riforma della prescrizione. E' stato Matteo Renzi, su Facebook, ad annunciare questa mattina la frenata del governo che, come confermato poi dal ministro per i Rapporti col Parlamento D'Incà, ha deciso di non inserire il 'Lodo Conte bis' sotto forma di emendamento al Milleproroghe. "L'obiettivo è chiudere il decreto entro domani", ha spiegato D'Incà. "Una decisione di buon senso, che evita spaccature e forzature", ha scritto invece il leader di Italia Viva che aveva minacciato di votare contro al provvedimento e di presentare una mozione di sfiducia al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Senza il partito di Renzi, la maggioranza al Senato è a rischio. O meglio, i numeri non ci sono a meno che non giungano 'aiuti' dal gruppo Misto o da qualche parlamentare di Forza Italia. 

Renzi assicura di apprezzare la scelta dell'esecutivo, ovvero l'alt di Pd e Movimento 5 Stelle che proprio sul 'lodo Conte bis' avevano trovato l'accordo.

Zingaretti: Renzi fa un favore a Salvini

Questa mattina sul braccio di ferro è intervenuto il segretario Pd, Nicola Zingaretti. "Mozione di sfiducia a Bonafede? C'era una volta una bella trasmissione di Arbore, con il grande comico Catalano... se un partito presenta una mozione di sfiducia al governo di cui fa parte la risposta è nelle cose", ha detto Zingaretti a margine di una iniziativa a Roma. "Io credo che siano appunto parte di un insopportabile teatrino della cattiva politica di cui gli italiani non ne possono più", ha aggiunto. Nel merito della prescrizione, "penso che la soluzione sia a portata di mano se c'è volontà politica".  Zingaretti ha ricordato che "Italia Viva ha voluto il governo con il M5s".  E ancora: "A parole è nata per allargare il campo democratico ai moderati contro Salvini". Mentra oggi è, invece, "la principale causa di fibrillazione in questo campo e sta facendo un favore a Matteo Salvini".

Bonafede: non offro sponda a chi alza i toni

E Bonafede, sulla possibile mozione di sfiducia nei suoi confronti, ha detto: "Sto lavorando, non offro la sponda a chi alza i toni. Vado avanti per la mia strada''.