Sabato 20 Luglio 2024
VIVIANA PONCHIA
Politica

Museo Egizio di Torino. La Lega all’attacco:: "Sconti solo agli islamici, il direttore si dimetta"

Il Carroccio rispolvera una polemica di Meloni risalente a cinque anni fa. Ma Sgarbi difende Greco: "È bravo, inutile chiedere la sua cacciata". E la presidente dell’istituzione: vogliamo continuare a lavorare in silenzio.

Museo Egizio di Torino. La Lega all’attacco:: "Sconti solo agli islamici, il direttore si dimetta"

Museo Egizio di Torino. La Lega all’attacco:: "Sconti solo agli islamici, il direttore si dimetta"

Le "mummiette", come le chiama la presidente Evelina Christillin, sono state strappate dal loro sonno millenario e trascinate nella bufera mentre il direttore del Museo Egizio, Christian Greco, si prende del razzista al contrario per un’iniziativa vecchia di cinque anni: biglietto d’ingresso scontato alle coppie italiane di lingua araba, paga uno entrano in due. Giorgia Meloni voleva cacciarlo già allora, nel 2018, e promise di farlo una volta al governo. La destra, con la Lega armata sotto il ponte levatoio, vuole cacciarlo oggi in quella che Vittorio Sgarbi definisce "commedia degli equivoci" e che da bega piemontese tracima a Roma come caso politico. Secondo il partito di Matteo Salvini, Greco ha gestito il museo "in modo ideologico e razzista" nei confronti degli italiani e dei cristiani. Ora il suo vice Andrea Crippa chiede "un gesto di dignità", le dimissioni. Non basta? "Faremo di tutto per cacciarlo e chiediamo al ministro della Cultura Sangiuliano di cacciarlo se non si dimette lui".

Il ministro dislocato prende tempo: "Sono a Milano, non parlo di Torino". E dalla visita al polo museale Grande Brera dribbla sul "capitalismo renano". La domanda ingenua è: perché la scontistica di un lustro fa riesplode proprio adesso, e con questi toni? A chiedere la rimozione del direttore del più importante museo di Torino è stato in una recente intervista al Corriere della Sera l’assessore al Welfare della regione Piemonte, Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia: "Ha doti manageriali non comuni, ma ritengo esistano figure potenzialmente più qualificate". Opinione personale, lo rinnega la leghista Vittoria Poggio, collega di giunta: "Christian Greco è un manager di grande competenza e valore come dimostrano i risultati raggiunti dal Museo Egizio".

Greco, spalleggiato da 92 egittologi "costernati", si adegua e risponde anche lui a mezzo stampa augurandosi che i direttori dei musei non vegano giudicati dalla politica: "Nei miei 7 anni di lavoro all’estero non ho mai visto un politico. Ognuno deve fare il proprio lavoro. Io mi occupo dell’antico Egitto e continuerò a farlo, anche se dovessi servire cappuccini a Porta Nuova. Non ho assolutamente bisogno di poltrone. Possono anche mandarmi via dall’Egizio, se vogliono. Mi resterà comunque l’Egitto". E Crippa non ci vede più: "Va cacciato subito, meglio quindi se fa un gesto di dignità e se ne va lui. Incredibile che dopo aver gestito il museo in modo ideologico ora chieda di mantenere la poltrona al governo di centrodestra. L’Egizio è pagato dai cittadini e lui ascolta solo la sinistra. Ha fatto sconti solo per i musulmani e mai per chi professa altre religioni. È un razzista contro italiani e cristiani".

Per una volta il più rilassato di tutti è Sgarbi: "È bravo, è indiscutibile. La sua nomina non dipende da me, non dipende dal ministro Sangiuliano e non dipende dal ministero ma dalla presidente della Fondazione del Museo delle Antichità egizie, Evelina Christillin, nominata da Franceschini. È inutile chiedere la sua cacciata. Greco non può essere cacciato e anzi potrebbe anche essere riconfermato"". E l’idea di offrire due biglietti al prezzo di uno ai visitatori musulmani? "Era un’operazione di marketing che puntava a un 2% di pubblico – risponde il sottosegretario –. L’italiano che sta a Torino all’Egizio ci va perché è un grande museo. Il musulmano che lui proteggerebbe non ha mai messo piede in un museo in Italia. Io dissi alla Meloni che aveva interpretato male e lei andò a parlare con il direttore. Non è detto che la pensi ancora alla stessa maniera, perché ha cambiato molte posizioni sul tema dei migranti. Dovrebbero verificare". Si defila la Christillin: "Vorremmo chiedere, cortesemente, di poter continuare la nostra attività con impegno e in silenzio".

Ma il volume è già altissimo. Matteo Orfini del Pd parla di "analfabetismo istituzionale e di arroganza politica", dell’ennesimo "brutale tentativo di occupazione del potere nei luoghi della cultura". L’ex sindaca Chiara Appendino annuncia un’interrogazione parlamentare e smaschera la tattica della destra: "Quando sei in difficoltà, inventati un nuovo nemico. E il ministro Sangiuliano risponde no comment. Chi dovrebbe commentare se non lui?". Per la segretaria del Pd Elly Shlein la vicenda "tradisce la mania di controllo di Giorgia Meloni. Greco non è allineato e lo attaccano". Piero Fassino bolla di "primitivismo e rozzezza" le dichiarazioni di Crippa. Secondo Angelo Bonelli di Europa Verde "la destra vuole le purghe contro gli intellettuali che non si allineano al suo pensiero. E su twitter il segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni scrive: "Cacciare, cacciare, epurare: è lo slogan preferito dai leghisti. Tornino nelle caverne".