Meloni sul palco di Atreju e quell’avviso all’opposizione: "Non mi fermerete". Poi l’affondo contro Ferragni

La premier attacca Schlein e Conte. La segretaria Pd replica: "Smettila di insultare gli italiani". Nel comizio finale c’è spazio anche per la polemica sui compensi degli influencer (e di Saviano)

Roma, 18 dicembre 2023 – Giorgia Meloni a ruota libera, neanche fosse in Parlamento. Dal palco di Atreju si scatena come in una Montecitorio qualsiasi. E ne ha, di nuovo, per tutti: stavolta però non si limita ai politici. Azzanna pure l’influencer d’oro, Chiara Ferragni, e lo scrittore Roberto Saviano suscitando la ola del popolo dei patrioti. E innescando la controffensiva di chi colpisce. Un intervento lungo settanta minuti, malgrado lei lamenti qualche problema di voce: quanti le servono per raccontare la sua verità sul Paese "che va bene", sulla determinazione del governo e, soprattutto, sua: "Verremo contrastati con ogni mezzo, anche quelli non proprio legittimi, ma non c’è verso di liberarsi di me: io resto qua finché avrò i voti".

Giorgia Meloni, 46 anni, e il presidente di Vox Santiago Abascal (47) ieri ad Atreju
Giorgia Meloni, 46 anni, e il presidente di Vox Santiago Abascal (47) ieri ad Atreju

Niente di nuovo sotto il sole che illumina i giardini di Castel Sant’Angelo. La premier sale sul palco, ricorda Berlusconi ("è il primo Atreju cui non partecipa") e ringrazia Santiago Abascal, il controverso leader di Vox che poco prima aveva accusato la sinistra di "aver manipolato" le sue parole: "neanche ai traditori ho augurato di finir appesi per i piedi".

Netta, Giorgia avverte: "Santi, andiamo avanti insieme per un’Europa diversa". Quindi mette nel mirino Schlein: "Cara Elly, puoi anche decidere di non partecipare, ma non c’è per questo bisogno di insultare chi ha deciso di accettare il nostro invito solo perché ha dimostrato di avere un coraggio che a te difetta". E mentre si rammarica "perché non esistono più i comunisti di una volta", arriva la replica della leader del Pd: "Fai cassa sui poveri, smettila di insultare gli italiani".

La premier torna sui 5stelle e Giuseppe Conte, ma rispetto a ciò che aveva detto in Aula c’è poco da aggiungere. "Ho abolito il Reddito di cittadinanza e lo rifarei mille volte". Attacca soprattutto il Superbonus: "Qualcuno è andato in giro a fare campagna elettorale dicendo che grazie a lui è stato possibile ristrutturare gratuitamente casa, e quel gratuitamente ci ha lasciato un buco da 140 miliardi, l’equivalente di quattro manovre, ciò che lo Stato spende in un anno per la Sanità". "Smettila con le buffonate", insorgono i pentastellati.

Non ci sono solo Conte e Schlein: ne ha anche per la Cgil di Landini. "Fanno la morale sul salario minimo, poi accettano contratti da 5 euro l’ora". Ad ogni affondo la platea ruggisce. "Brava", urla qualcuno. "Grazie tesò", la replica.

Quando mette nel mirino, senza citarla, Chiara Ferragni, scatta l’ovazione: "Il modello da seguire non sono gli influencer che fanno soldi a palate indossando abiti o mostrando borse, facendo da eco al design o promuovendo carissimi panettoni con i quali si fa credere che si farà beneficenza ma il cui prezzo serve solo a pagare cachet". Si tratta di pandoro ma passi: chiaro il riferimento alla celebrity lombarda, tanto che il marito Fedez sbotta: "Singolare che attacchi mia moglie, è questa la priorità del governo?". Per poi ricordare che l’imprenditrice impugnerà la sanzione "pur non godendo dell’immunità parlamentare come la ministra Daniela Santanchè".

Giorgia procede come un panzer, se la prende con Roberto Saviano, che pure non nomina: racconta solo storie di camorristi, perché fanno vendere di più, ci si fanno serie televisive. "Dimmi chi ti attacca e ti dirò chi sei", replica lo scrittore.

Al suo popolo, Meloni spiega chi è lei: una che non compra il consenso, mette la faccia sul governo, sulla maggioranza e sulle prossime Europee. Un appuntamento fondamentale per il centrodestra "che esiste da trent’anni" perché condivide gli stessi valori. Glissa sulle alleanze per Bruxelles, come fa la sorella Arianna per una sua possibile corsa in prima persona ("preferisco restare dietro le quinte, ma sono un soldato"). Non parla di giustizia, tema caro a Forza Italia, e cita di sfuggita l’autonomia leghista. Si sofferma invece sui cavalli di battaglia di FdI, dalla lotta alla criminalità organizzata a quella alle occupazioni abusive e ai rave party. Tocca il tema dei femminicidi, e poi punta dritto sul premierato che dà ai cittadini "la possibilità di scegliere da chi essere governati".

Repertorio. Solo sul referendum un passaggio nuovo e non di secondaria importanza lo aggiunge: "Io non sono come Renzi, il referendum non è su di me che sono il presente, ma sul futuro della Nazione". Dice che "14 mesi a Chigi" le sembrano "14 anni", che "non è inchiodata alla poltrona" però assicura: "Me ne faranno di ogni colore, ma non sono una che molla Solo gli italiani possono decidere quando è ora di dire basta". Conclude così, poi indossa la felpa azzurra dei giovani di FdI mentre parte l’Inno nazionale. Il fatto è che una bocciatura del referendum significherebbe proprio una cacciata da parte degli italiani.