Meloni al summit Italia-Africa: "L’accordo con Tunisi dà risultati. Adesso va replicato in altri Paesi"

La premier apre il vertice a Roma, al centro del confronto lo sviluppo sostenibile e i flussi migratori. L’attenzione delle istituzioni europee al Piano Mattei: "Il progetto si adatta bene a una visione congiunta"

Roma, 29 gennaio 2024 – L’Italia chiama e l’Africa – per ora – risponde. "L’obiettivo è presentare la visione alla base del Piano Mattei: un approccio nuovo, non predatorio, non paternalistico ma nemmeno caritatevole, un approccio da pari a pari per crescere insieme", dichiara Giorgia Meloni nel salone delle Feste del Quirinale. E poi c’è il tema migratorio: "L’approccio con la Tunisia è giusto, si cominciano a vedere i primi risultati, ma è un lavoro enorme che va replicato in molte altre nazioni. Ci stiamo lavorando", continua la premier che ha in mente il tris Algeria-Egitto-Marocco. "L’intendimento e l’auspicio sono quelli di poter realizzare, un rapporto ancora più forte e strutturato tra il continente africano e il nostro Paese. La vostra presenza conferisce espressione concreta all’amicizia, salda e sincera, che unisce i nostri popoli" ha detto il presidente Sergio Mattarella in occasione del pranzo in onore dei capi di Stato e di Governo ospiti e alla presenza dei vertici Ue (Charles Michel, Roberta Metsola, Ursula von der Leyen). Partecipano ai lavori il presidente dell’Unione africana Azali Assoumani, il presidente della Commissione dell’Unione Africana Moussa Faki, i rappresentanti di 46 Stati, il vice segretario Generale dell’Onu Amina Jane Mohammed e la direttrice del Fmi Kristalina Georgieva.

Meloni al summit Italia-Africa: "L’accordo con Tunisi dà risultati. Adesso va replicato in altri Paesi"
Meloni al summit Italia-Africa: "L’accordo con Tunisi dà risultati. Adesso va replicato in altri Paesi"

L’ambizione della presidente del Consiglio è di attivare progetti innovativi in tema di cooperazione economico-infrastrutturale, sicurezza alimentare, sicurezza e transizione energetica, formazione e cultura, migrazione e sicurezza. Dopo gli interventi in plenaria della premier, del ministro degli Esteri Antonio Tajani e dei vertici dell’Unione africana, si apriranno le sessioni tematiche.

Al servizio della missione africana l’Italia lucida il Piano Mattei, così battezzato per richiamare l’approccio "non predatorio" delle ricchezze africane sostenuto sin dagli anni ’50 dal presidente dell’Eni, l’ex partigiano Enrico Mattei: uno slogan di opposizione al trionfante sfruttamento post coloniale, da allora generalmente proseguito. Da meno di tre settimane la governance del Piano Mattei è legge. Che l’Italia da sola possa piegare le leggi universali del business appare esagerato, ma il tentativo in atto allinea quanto meno il Paese al progetto di sostenibilità planetaria che a parole tutti invocano. L’Africa è l’epicentro della sfida, e il governo chiama tutte le imprese chiave del sistema-Italia, Eni in primis, a condividere lo sforzo. Tajani guarda ai fatti: la presenza a Roma dei vertici Ue indica "quanto sia importante inserire il Piano Mattei in una strategia europea".

La proposta italiana "si adatta bene", secondo Bruxelles, "alla visione congiunta" dei leader al tavolo. E soprattutto al maxi-piano Ue da 300 miliardi di euro lanciato nel 2021. Obiettivo: frenare l’avanzata cinese in Africa. Le intese energetico-infrastrutturali siglate con Senegal, Burundi, Congo, Kenya, Rwanda, Namibia, Angola, Benin, Costa d’Avorio, Zambia, Tanzania tracciano la rotta: è già Bruxelles a guidare. Anche per questo, secondo Pd e Azione, il Piano Mattei è "una scatola vuota" o, peggio, un mimetico strumento finalizzato "alle energie fossili", denuncia Avs. FdI esalta l’operazione. Per Tommaso Foti la fornitura "di strumentazioni tecnologiche ai paesi africani" in cambio di "risorse naturali necessarie all’Europa per realizzare la transizione energetica" rappresenta l’uscita da anni "di immobilismo e politiche inefficaci".