Giuseppe Conte e Luigi Di Maio (Ansa)
Giuseppe Conte e Luigi Di Maio (Ansa)

Roma, 22 ottobre 2019 - Slitta a luglio 2020 l’obbligo del Pos per i commercianti. Poi scatteranno le sanzioni per chi non li usa. Nello stesso mese scatterà anche la nuova soglia di 2.000 euro per i pagamenti in contanti. Pene più dure per i grandi evasori, con il carcere fino a 8 anni per chi sottrae al fisco oltre 100mila euro. Le nuove norme inserite nel decretone fiscale non entrano in vigore immediatamente ma solo quando il provvedimento diventerà legge. Qualche 'sconto' anche per le partite Iva fino a 65mila euro di reddito, per le quali Gualtieri conferma il regime forfettario della Flat tax ma con tetti sulle spese deducibili per personale e investimenti. La maratona del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, a Palazzo Chigi, con i capi delegazione dei partiti della maggioranza, si conclude con un vertice notturno e con una fumata grigia. Non tutti i nodi della manovra sono stati sciolti. 

Nei prossimi giorni si dovrebbe esaminare la Legge di bilancio vera e propria. Poi, per alcuni capitoli l’ultima parola arriverà in Parlamento, quando sarà presentato il tradizionale maxi-emendamento dell’esecutivo, che raccoglierà tutte le modifiche al testo già approvato dal Consiglio dei ministri con la formula “Salvo intese”. Anche se su alcuni punti, sia Conte che Gualtieri hanno alzato un vero e proprio rispetto alle richieste di alcune forze della maggioranza. E, in particolare, quelle arrivate dai renziani di Italia Viva, che hanno continuato a chiede l’abolizione di Quota 100, cioè la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età e almeno 38 anni di contributi. Gli eventuali correttivi saranno decisi da governo e sindacati nei prossimi mesi. 

Si attenua, invece, la stretta sull’uso del contante per commercianti e artigiani. "In questo modo non si criminalizzano i commercianti", spiega il M5s. Disco verde parziale anche all’inasprimento delle pene per i grandi evasori. Rischierà il carcere chi sottrae al fisco redditi per oltre centomila euro. "Un segnale per gli onesti che pagano le tasse", ha spiegato il ministro della Giustizia, Bonafede. Le nuove norme entreranno tutte nel decreto fiscale e non saranno spacchettate in un Ddl come aveva chiesto il Pd. 

Esce dal decretone fiscale la Web tax che peserà sui colossi della rete. Sarà inserita in uno dei collegati alla manovra. Secondo i primi calcoli, il pacchetto di misure correttive alla manovra economica, deciso ieri notte, dovrebbe costare circa 500 milioni. I tecnici del Mef avrebbero già individuato le coperture, riducendo da 1 a 1,5 miliardi il fondo destinato al “cashback”, ovvero le detrazioni per chi usa la carta di credito e non il contante.

I Cinquestelle hanno puntato i piedi soprattutto sulle norme per le manette contro i grandi evasori. Con l’inasprimento delle pene (da 5 a 8 anni) per chi sottrae al fisco una cifra superiore ai centomila euro. A questo si aggiungerà anche la confisca dei beni. "Colpiamo i pesci grossi", ha commentato a caldo, subito dopo il vertice, il ministro degli Esteri e leader M5S, Luigi Di Maio. 
Sotto i riflettori anche le nuove norme introdotte per le partite Iva, a partire dall’abolizione della flat tax al 15% per i professionisti e gli autonomi con un fatturato fra i 65mila e i 90mila euro. Invece, per chi sta al di sotto di questa soglia, potrebbero essere ripristinate le attuali regole. Sarà anch introdotto il divieto di cumulo per chi ha anche altri redditi sopra i 30mila euro. 

Nel decreto spunta intanto una prima riduzione (da 40 milioni) dei rimborsi delle accise per il gasolio per l’autotrasporto, in cima alla lista dei sussidi dannosi per l’ambiente e uno stanziamento da 30 milioni di incentivi a fondo perduto per l’agricoltura. A Conte e Gualtieri i grillini hanno inoltre chiesto lo stop all’aumento della cedolare secca sui fitti a canone concordato dal 10 al 12,5%. In bilico anche le altre microtasse (dalla sugar tax all’aumento dell’imposta di registro sulle compravendite immobiliari) previste nella manovra e che sono state duramente criticate da Italia Viva. 

Vediamo i punti nel dettaglio:

Manette agli evasori nel decreto fiscale

Era il punto più controverso, ma in serata si è trovata l’intesa. Il nodo in realtà non riguardava tanto l’inasprimento delle pene (8 anni per i maxi-evasori oltre i 100mila euro e confisca), ma il veicolo normativo per introdurre le novità: si è deciso per l’introduzione nel decreto fiscale

Pos e contanti, slittano le sanzioni

Le multe applicate ai commercianti che non accettano pagamenti con strumenti elettronici sono state rinviate al luglio 2020. Così come il limite a 2.000 euro per l’uso dei contanti. Il rinvio è stato deciso per attendere che gli istituti bancari riducano le commissioni sui Pos.

Nodo partite Iva, forfait più ampio

La manovra congelerà la flat tax del 15% ora in vigore per chi ha ricavi fino a 65mila euro, e stopperà l’aliquota agevolata per chi si colloca tra i 65 e i 100mila euro. Una mediazione potrebbe essere il regime forfettario per chi dichiara tra i 30 e i 65 mila euro, che può favorire generose riduzioni

Gasolio più caro, colpo ai camionisti

Nel decreto è spuntata intanto una prima riduzione (da 40 milioni) dei rimborsi delle accise per il gasolio per l’autotrasporto, in cima alla lista dei sussidi dannosi per l’ambiente. Di contro, ecco, invece, uno stanziamento da 30 milioni di incentivi a fondo perduto per l’agricoltura

Digital tax rinviata, sarà in finanziaria

La misura sulla digital tax non appare più tra quelle previste dal decreto fiscale, ma dovrebbe essere inclusa nella legge di Bilancio. Si tratta di un’imposta del 3% sui ricavi dei colossi del web e delle aziende digitali introdotta nel 2019, ma il cui via libero era stato rinviato. Gettito atteso, oltre 700 milioni