Le reazioni. Sparito il Don Carlo. La polemica politica ha dominato i social

Un coro di politici e intellettuali ha criticato l’accaduto: slogan orgoglioso. Rotondi, Dc: felici di gridarlo anche noi, però il 25 aprile, non certo a teatro.

Le reazioni. Sparito il Don Carlo. La polemica politica ha dominato i social
Le reazioni. Sparito il Don Carlo. La polemica politica ha dominato i social

Sparita totalmente la discussione sul Don Carlo e le critiche alla sua regia: alla fine, parlando della Scala, gli hashtag ‘VivaItaliaAntifascista’ e ‘identificarsi’ hanno dilagato sui social. È la risposta all’identificazione di Marco Vizzardelli, appassionato di lirica e giornalista, che giovedì sera ha urlato "Viva l’Italia antifascista", a pochi secondi dall’inizio della Prima. Ad accendere la miccia ci ha pensato la politica, con il Pd. L’hashtag #VivalItaliaAntifascista è diventato virale, sul profilo del partito di Schlein. In segno di solidarietà si legge: "Continueremo a gridarlo, ovunque. Anche se non piace a Salvini. E adesso identificateci tutte e tutti".

È la risposta al vicepremier Matteo Salvini che, presente alla Scala, aveva stigmatizzato l’accaduto: "Se uno viene alla Scala ad urlare o agli Ambrogini a fischiare ha un problema". Schlein è stata seguita a stretto giro da molti esponenti dem. In mezzo la posizione di Gianfranco Rotondi: "Siamo felici di gridarlo con voi, ma il 25 aprile, non alla prima della Scala disturbando un evento quasi sacro". Ma a commentare l’accaduto sui social non sono stati solo i politici. Tra chi ha criticato la scelta della Digos di identificare l’autore del gesto anche molti intellettuali come gli scrittori Nicola Lagioia e Silvia Ballestra. "Dire ‘Italia antifascista’ - spiega Lagioia - è collocarsi nel solco della tradizione italiana: quella che ha ripudiato una dittatura infame e vigliacca dando vita a un paese democratico, civile, libero". Mentre per il medico Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, "Viva l’Italia Antifascista è lo slogan orgoglioso di tutti gli italiani che difendono la Costituzione. Per identificarli – scrive su X – citofonare all’anagrafe, non alla Digos".

Fiorello invece ci ha scherzato su, aprendo la puntata di ieri Viva Rai2 così: "Ieri ero a vedere il Don Carlo visto che Mattarella non poteva. Ad un certo punto, dopo l’inno italiano, non ce l’ho fatta e ho urlato ‘Viva l’Italia antifascista!’. La Russa ha avuto un mancamento, il sindaco di Milano Sala si è alzato a prendere un po’ d’acqua, la senatrice Segre gli teneva la fronte mentre il presidente del Senato diceva ‘Liliana, aiutami tu! Tra l’altro - ha scherzato ancora Fiorello - stanno indagando perché si è sentito un altro urlo fortissimo: ‘Viva il Ponte sullo Stretto!’. Nessuno ha ancora capito chi fosse...".