Lunedì 22 Aprile 2024

La scrittrice Genisi: "La città vecchia è cambiata grazie al lavoro dei sindaci. Prima era terra di nessuno"

L’autrice dei romanzi di Lolita Lobosco: vent’anni fa comandavano i criminali "Decaro? Credo che le parole di Emiliano siano solo un gigantesco equivoco".

La scrittrice Genisi: "La città vecchia è cambiata grazie al lavoro dei sindaci. Prima era terra di nessuno"

La scrittrice Genisi: "La città vecchia è cambiata grazie al lavoro dei sindaci. Prima era terra di nessuno"

Ghidetti

"Sì, assolutamente. Bari è offesa. Si sente colpita. Ingiustamente". Scuote la testa Gabriella Genisi, scrittrice. E che scrittrice. I suoi romanzi, con protagonista l’affascinante quarantenne poliziotta Lolita Lobosco (sorta di Montalbano al femminile), vendono moltissimo, ormai sin dal 2010. Proprio di recente ha venduto i diritti all’Egitto. Per non parlare della fiction televisiva che ha registrato più di 5 milioni di spettatori.

Genisi, ma com’è la Bari Vecchia del presente?

(sorride dolcemente) "Bella. Accogliente. Simpatica".

Un paradiso, insomma.

"Non mi faccia dire cose che non ho detto. Venite a Bari Vecchia. Guardate. Ascoltate".

Ascoltate che cosa?

"Le lingue che si parlano. Inglese e francese, tedesco e spagnolo. E poi...".

E poi?

"Il barese. Perché i cittadini di Bari ci vanno. Per stare insieme, per divertirsi. Per parlare, bere, mangiare".

Una Bari Vecchia cosmopolita...

"Esatto. Proprio così. Un miscuglio felice di culture diverse".

Mentre trenta o vent’anni fa...

"Terribile, era terribile. Eri fortunato se subivi “solo“ uno scippo. E ho detto tutto".

Esagerata.

"No, non sono esagerata. Affatto. Era la classica terra di nessuno".

Meglio: la terra dei criminali...

"Infatti. A pensarci mi viene da piangere. Come in quel maledetto 2001, quando un adolescente, aveva quasi sedici anni vi rendete conto?, fu ucciso. Un proiettile lo colpì a morte. C’era stato uno scontro tra bande rivali e lui pagò con la vita. Tragedia difficile da dimenticare. Una zona in mano ai contrabbandieri. Ripeto: terribile perché vero".

Poi sono arrivati i sindaci Michele Emiliano e Antonio Decaro e tutto è cambiato per magia?

"Facciamo gli spiritosi? I sindaci hanno lavorato duro. E i risultati si vedono".

Il centrodestra attacca Decaro per i suoi incontri pericolosi.

"Niente di più sbagliato. Decaro vive sotto scorta da nove anni. Non mi pare una cosa di poco conto".

Ma Bari ama il suo sindaco?

"Accidenti se lo ama! Lo ritiene capace, serio, responsabile. E non solo Bari...".

Cioè?

"Giro l’Italia per presentare i miei romanzi. Beh, non avete idea di quanti complimenti ricevo".

Per i romanzi?

"Non solo. Per la città e per come è amministrata. Decaro è una figura di livello nazionale, apprezzato anche da chi non ci vive".

A Bari in generale come si sta?

"Bene perché funziona. Perché ha recuperato i suoi tratti più belli".

Ma anche da voi ci saranno i famosi “colletti bianchi“ della mafia.

"Perché, nel resto del Paese non ci sono? Siamo seri".

Ma perché il presidente Emiliano ha detto di aver accompagnato l’allora assessore Decaro dalla sorella del boss?

"Non lo so. Credo si tratti di un fraintendimento, di un gigantesco equivoco".

Lei ha una nipotina di cinque anni. La vorrebbe per sempre a Bari?

"Deciderà lei. Io amo la mia città come poche altre cose. Ma ognuno è padrone del suo destino".

La letteratura ci salverà?

"Non saprei. Ma un ruolo, specie il giallo che è il moderno romanzo sociale, ce l’ha sicuramente: aiuta a conoscere e la conoscenza è alla base di tutto per trovare una giusta e duratura dimensione etica della vita".