Martedì 28 Maggio 2024
PADRE ENZO
Politica

La più bella giornata mondiale. Quei sogni dipinti dai bambini e l’ispirazione del Papa: un evento pensato tutto per loro

Dall’enciclica spiegata ai più piccoli a un incontro (biennale) previsto a Roma il 25 e 26 maggio. Arriveranno in 100mila da tutti i continenti. Ma per Francesco sono gli adulti a dover imparare dai figli.

di padre Enzo

Fortunato*

L’idea: un giorno un bambino incuriosito chiede al padre cosa stia leggendo. Il papà gli risponde che è un libro troppo difficile e importante per lui. Ma il figlio insiste: "Papà, ma se è cosi importante e lo leggerò quando sarò grande, allora sarà troppo tardi". Colpito dalla risposta il padre riflette e pensa che il figlio abbia ragione. Gli rivela il titolo, leggendolo per intero: "Lettera enciclica Laudato si’ del Santo Padre Francesco. Sulla cura della casa comune". Iniziano le domande: "cos’è un’enciclica?", "cos’è la casa comune?". Fino a quando il padre capisce che non è semplice trovare un linguaggio per spiegarlo. Per una serie di circostanze, queste domande arrivano al Papa che, ricevendomi insieme a quel papà, che oggi è un mio fratello maggiore, il comandante pilota Aldo Cagnoli, ci invita a metterci al lavoro sulla scrittura di un libriccino rivolto ai bambini e ai loro genitori sui temi della Laudato si’ e della Querida Amazonia. Si tratta di pensare a una sorta di ‘enciclica per i bambini’. Ci mettiamo al lavoro con un team fatto di competenze diverse, dalla filosofia allla comunicazione e alle arti grafiche. Abbiamo una serie di incontri con il Santo Padre, che segue con grande cura, consigliando e indirizzando. Per raccontare dell’attenzione con cui il Papa segue il progetto, un giorno ci fa notare che nella citazione in esergo (un passo di una poesia di Hölderlin) qualcosa non torna. Dopo qualche giorno riceviamo da lui un’altra traduzione più vicina al senso originale. Sono gesti che ci colpiscono e ci caricano di responsabilità. Quando il libro è pronto per la stampa, il Papa ci dona una prefazione e una richiesta. Perché non accogliere a San Pietro tutti i bambini e le bambine e ascoltare le loro domande? Capiamo subito che si era messo in moto qualcosa che non immaginavamo: il Papa guardava lontano. Sembrava richiamare quel passo del Vangelo dove Gesù dice "se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli".

LA PROVA GENERALE

Il 6 novembre 2023 il Papa accoglie per la prima volta a San Pietro 7.500 bambini da ogni parte del mondo. I più piccoli portano un’ondata travolgente di gioia, ma anche un’ineludibile domanda sul loro futuro, che in seguito recapiteranno in una lettera rivolta ai ‘Reggitori dei popoli’. Papa Francesco è stato riconosciuto da loro come l’interlocutore in grado di ascoltarli e di mediare con il mondo adulto. Quel mondo tutto preso da guerre e carneficine, intriso di cinismo e disillusione. Parlavano, quei bambini, anche a nome di migliaia dei loro coetanei deportati in Russia, sottratti alle loro terre e alle loro famiglie. Parlavano dei morti a Gaza, che in questi mesi sono cresciuti fino a raggiungere numeri indicibili. Parlavano della distruzione da parte degli uomini di madre Terra, cantando una canzone che ricordava la bellezza del mondo e della natura. Ma "come possono gli adulti ascoltare noi che siamo solo dei bambini se non hanno ascoltato te?", chiedeva Kim Ngan, dal Vietnam. "Perché nel mondo si uccidono i bambini durante la guerra e nessuno li difende?" (era la domanda di Antranik dalla Siria). Perché respirare aria inquinata, essere sommersi dallo spreco e dai rifiuti? Papa Francesco, che sa che i bambini sono la "speranza di un popolo", non ha archiviato la giornata nell’album delle memorie, ma a distanza di pochi mesi e con nostra grande gioia ha immediatamente rilanciato, istituendo un evento mondiale che avrà cadenza biennale. Quella che pensavamo essere un’occasione unica sarebbe diventata un appuntamente fisso nell’agenda della Chiesa del nuovo millennio.

LA GIORNATA MONDIALE

Tra i meriti straordinari di Papa Francesco c’è sicuramente quello di aver messo in moto dei processi reali, che dalla riforma della Chiesa entrano sempre più nel corpo della società civile. La Giornata mondiale dei bambini fa pienamente parte di questa visione. Si tratta di un evento di portata storica, non solo per la storia della Chiesa. Un controcanto di speranza rispetto a un mondo che si digrega in quella che non esitiamo a chiamare terza guerra mondiale. Il Papa ci invita non solo a prestare ascolto ai bambini ma si spinge oltre: ci chiede di imparare dai bambini. A Roma il 25 e 26 maggio prossimo sono previsti circa 100.000 bambini da tutti i continenti del mondo. L’evento si terrà prima allo Stadio Olimpico e il giorno successivo in piazza San Pietro. Motto e tema della giornata le parole di Cristo: "Io faccio nuove tutte le cose" (Ap. 21, 5). Un segnale ai signori della guerra e della morte, queste parole. Parole luminose, che annunciano una nuova stagione, "un cielo nuovo e una terra nuova" (Ap. 21,1), Come ha suggerito il Cardinal Tolentino de Mendonça – prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, ente che organizza l’evento – serve porsi in ascolto del Vangelo che "freme" nei più piccoli, nella stagione iniziale della vita. Il Vangelo dei bambini e delle bambine. La semplicità del loro cuore è un dono di Dio e, per chi sa accoglierlo, la possibilità della pace.

I SOGNI DEI BAMBINI

Intanto, in attesa dell’evento, arrivano alla nostra redazione lavoretti e proposte dei bambini. Da Nuoro, in Sardegna, chiedono che i partecipanti di ogni nazione indossino dei guanti con i colori del loro continente: bianco, rosso, giallo, verde e azzurro. Così da ogni parte dello Stadio Olimpico si alzerebbero le mani colorate per salutare tutti i bambini del mondo. Dalla Capitale arrivano tantissimi disegni e poesie. Tra questi l’immagine di un cannone che spara soltanto baci e fiori colorati o quella che prova a raffigurare le parole “Rispetto” e “Condivisione” con i colori della pace. O una splendida poesia come questa: "La pace si fa con i gesti e con le parole chiedendo "scusa" e "per favore", con un abbraccio e con il mignolino basta che vengano dal tuo cuoricino". Una bambina di nome Francesca ci invia la copia di una lettera in bottiglia che ha indirizzato a un’isola in cui forse un uomo troverà le sue parole: "Intorno a me – scrive – ci sono tante ingiustizie. Vorrei contribuire a cancellarle, ma non so ancora come fare. I grandi dicono che il mondo ormai non ha più segreti, che tutto è stato già scoperto e conosciuto. Ma io credo che non sia così. Se potessi viaggiare … per chi non le ha mai viste, tutte le cose sono nuove e sconosciute". L’arte diviene il mezzo che dà una forma ai sogni e alle visioni dei bambini. Non è un caso che nel suo ultimo incontro con gli artisti Papa Francesco ha citato il teologo Romano Guardini che paragonava l’artista al bambino e al veggente. Così commentando: "Sì, l’artista è un bambino significa che si muove anzitutto nello spazio dell’invenzione, della novità, della creazione, del mettere al mondo qualcosa che così non si era mai visto. Facendo questo, smentisce l’idea che l’uomo sia un essere per la morte. L’uomo deve fare i conti con la sua mortalità, è vero, ma non è un essere per la morte, bensì per la vita". Testimoni di luce e di vita, i bambini. Ma anche quegli adulti che tra mille difficoltà e impedimenti si stanno organizzando per accompagnarli a Roma. Una volontaria di 54 anni dell’Uganda mi ha scritto che con i suoi risparmi avrebbe potuto portare a Roma solo 4 bimbi di 8 anni. Ma grazie alla generosità di tante persone, con lei partiranno 12 bambini. Si stanno mobilitando famiglie, parrocchie, associazioni, scuole. Proviamo a immaginare la bellezza del viaggio e il ritrovarsi tutti insieme: è ancora vivo in noi il ricordo di novembre. Ma sappiamo anche che per molti sarà la ragione di ritrovare un senso e un calore di cui sono stati privati. Il Papa ci ricordava come quei bambini non sorridevano più. Un mondo senza il sorriso dei bambini è un mondo senza futuro. E questa giornata può essere un segnale – fortissimo – per ritrovare la strada della pace.

* Portavoce Basilica San Pietro