Martedì 23 Aprile 2024

La mossa di Nordio e Crosetto: "Commissione d’inchiesta per fare luce sul dossieraggio. Ma piena fiducia all’Antimafia"

Il ministro della Difesa pronto a farsi ascoltare da Copasir e commissione contro il crimine organizzato. Il titolare dei rapporti con il Parlamento: a rischio gli stessi principi della democrazia. "La vita personale di qualunque cittadino non può essere messa in pubblico".

La mossa di Nordio e Crosetto: "Commissione d’inchiesta per fare luce sul dossieraggio. Ma piena fiducia all’Antimafia"

La mossa di Nordio e Crosetto: "Commissione d’inchiesta per fare luce sul dossieraggio. Ma piena fiducia all’Antimafia"

Prima la richiesta di una commissione parlamentare d’inchiesta che indaghi "dallo scandalo Palamara alle parole di Cantone". Poi il parziale dietrofront, ribadendo la "piena fiducia" nella commissione antimafia e nella sua presidente Chiara Colosimo. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, infiamma il dibattito politico sul caso dossieraggio. Chiama in causa il responsabile della Difesa, Guido Crosetto, con il quale dice di essersi consultato "con un informale scambio di opinioni" e parla di una "deviazione gravissima" che "già si era rilevata ai tempi dello scandalo Palamara e che adesso, proprio per le parole di Cantone, è diventata ancora più seria". Prima del dietrofront, Nordio aveva chiesto una commissione con poteri inquirenti.

COPASIR E ANTIMAFIA

Intanto Crosetto dice sì all’audizione al Copasir e all’Antimafia. "Ringrazio il dottor Cantone per le parole di gratitudine che ha voluto usare nei miei confronti. Ritengo di aver fatto solo il mio dovere di cittadino e a tutela delle istituzioni che oggi rappresento", fa sapere, ricordando che l’inchiesta di Perugia è nata da un suo esposto dopo un articolo del giornale Domani. E il ministro dei rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, anticipa che dell’argomento "ne parleremo lunedì in Consiglio dei ministri, che è convocato alle ore 16". E precisa: "Il fatto è molto grave. La presidente Meloni è già intervenuta in maniera molto netta. Qualcuno pensa che si parli della privacy dei vip, dei politici o degli imprenditori ma oggi può colpire me, domani può colpire un cittadino normale. Se passa il principio che in nome di una presunta libertà di stampa la vita personale, la vita privata delle persone può essere messa in pubblico, allora sono i fondamenti della democrazia che vengono messi in discussione".

LA POSIZIONE DI DE RAHO

Diventa sempre più difficile la situazione di Federico Cafiero De Raho. I 5 Stelle lo difendono e chiedono "basta fango sulla Direzione Nazionale Antimafia. Evidentemente c’è chi nel centrodestra teme la pluriennale esperienza antimafia di Cafiero De Raho e le conoscenze che lui mette a disposizione del lavoro della commissione". Ma gli attacchi si basano sul fatto che il "sistema" che l’attuale procuratore Melillo ha detto di aver smantellato era in vigore quando il deputato grillino era a capo della procura prima di essere eletto in Parlamento. "Pasquale Striano lavorava a contatto stretto con l’antimafia, con l’ex procuratore Cafiero de Raho, ha seguito per lui tante indagini. Bisogna capire chi gli dava gli ordini e a che fine venivano utilizzate informazioni sensibili", dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Mattino 5, mentre Maurizio Gasparri dice che il ruolo di componente della commissione di De Raho è "inopportuno". Il M5s ribatte che le banche dati a cui aveva accesso Pasquale Striano "possono essere consultate da qualunque polizia giudiziaria incaricata di indagini patrimoniali con il solo codice di accesso".