Mercoledì 24 Aprile 2024

La corsa per le Europee: "Salis non sarà candidata". Schlein smentisce le voci. E ferma il totonomi: prima la squadra

Ieri mattina la segretaria del Pd si è incontrata col padre dell’insegnante detenuta in Ungheria. Ancora distinguo su Marco Tarquinio. Ignazio Marino con la sinistra cerca la rivincita sul suo ex partito.

La corsa per le Europee: "Salis non sarà candidata". Schlein smentisce le voci. E ferma il totonomi: prima la squadra

La corsa per le Europee: "Salis non sarà candidata". Schlein smentisce le voci. E ferma il totonomi: prima la squadra

"Questa ipotesi non è in campo, non c’è in corso nessuna trattativa". La segretaria del Pd Elly Schlein mette così fine, dagli schermi di RaiUno, ai tormenti interni al partito sulla candidatura di Ilaria Salis alle prossime Europee. Anche perché il padre dell’insegnante italiana, detenuta da 13 mesi in Ungheria con l’accusa aver aggredito insieme ad altri un gruppo di neonazisti, avrebbe espresso dubbi circa la possibilità che accetti la candidatura nei dem, considerata la militanza di sinistra radicale. Proprio in considerazione delle posizioni politiche divergenti rispetto al Pd, nel partito del Nazareno si sono levati gli scudi della componente riformista e dei franceschiniani rispetto alla candidatura Salis, nei riguardi della quale alcuni dirigenti – da Misiani a Zingaretti a Gribaudo e Orlando – nelle scorse ore si erano dichiarati possibilisti.

Ancora aperto, invece, il nodo dirimente della candidatura della segretaria. "Stiamo costruendo la squadra – risponde Schlein –. In un partito che non è personale ma plurale, la prima cosa che viene è quale squadra vogliamo mandare in Europa". Che non toglie che la segretaria sia ben intenzionata a candidarsi, tantopiù se dovesse essere in campo anche la premier Giorgia Meloni. Eventualità che secondo i sondaggi di Porta a Porta avvantaggerebbe i rispettivi partiti. Proprio per differenziarsi dalla presidente del Consiglio, la leader dem sarebbe altresì orientata a correre in posizione più defilata, guidando probabilmente solo le liste nella circoscrizione Centro in ticket con l’ex direttore di Avvenire Marco Tarquinio. Criticato per le posizioni pacifiste e difeso invece ieri a spada tratta da Rosi Bindi: "Se il Pd non è casa per candidature come la sua o di quella di Cecilia Strada, mi domando che Pd è". Vero è che il Pd teme l’autonomia di personalità come Tarquinio e Strada su temi come la guerra, e anche le questioni etiche nel caso del giornalista cattolico, ma è altresì vero che danno una parvenza di pacifismo e apertura alla società civile desiderati non a torto dalla segretaria. Tantopiù che nella circoscrizione Centro il Pd si troverà come sfidante a sinistra l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, candidato con le liste di Avs, che promette battaglia contro il partito che ha messo fine in modo un po’ specioso alla sua amministrazione a partire dalle tematiche della pace.

Ad appagare le istanze di partito rimane, insieme alla segretaria al Centro, il presidente Stefano Bonaccini, probabile capolista forte al NordEst, dove anche l’uscente Elisabetta Gualmini si propone per la ricandidatura in una legislatura considerata "decisiva" per tenere a freno il sovranismo e la Difesa comune. La valorizzazione dei parlamentari uscenti è del resto una richiesta sostenuta anche dal capogruppo nell’Europarlamento Brando Benifei.