Immigrazione illegale. Meloni invita Rama e Sunak, siglato un nuovo patto a tre: "Insieme contro i trafficanti"

La premier incontra i colleghi di Albania e Regno Unito, prima a Palazzo Chigi poi ad Atreju. I governi di Roma e Londra pronti a co-finanziare un progetto di rimpatri volontari assistiti.

Immigrazione illegale. Meloni invita Rama e Sunak, siglato un nuovo patto a tre: "Insieme contro i trafficanti"
Immigrazione illegale. Meloni invita Rama e Sunak, siglato un nuovo patto a tre: "Insieme contro i trafficanti"

È l’ora di pranzo quando a Palazzo Chigi arriva il primo ministro del Regno Unito Rishi Sunak per l’incontro con Giorgia Meloni. La premier ha già ricevuto in mattinata la standing ovation dal pubblico ad Atreju, quando è arrivata per assistere alle interviste di Elon Musk ed Edi Rama. Il premier albanese è il terzo invitato: Meloni lo accoglie letteralmente a braccia aperte, e dopo l’obbligatoria photo opportunity a tre nel cortile d’onore, alle 14 in punto comincia il pranzo di lavoro. Al termine l’ufficio stampa del governo fa sapere che Meloni, Sunak e Rama hanno concordato sulla necessità di affrontare in modo sempre più strutturato l’immigrazione illegale verso l’Europa. I leader hanno stabilito di intensificare ulteriormente la collaborazione fra i tre Paesi a contrasto dei trafficanti di esseri umani.

MELONI, SUNAK E RAMA

I tre premier hanno anche auspicato una stabilizzazione dei Balcani occidentali "anche sulla base dei passi avanti recentemente compiuti nel processo di allargamento alla regione dell’Unione europea". Il riferimento è alla disponibilità all’apertura delle trattative con la Bosnia-Erzegovina, nello stesso Consiglio europeo che ha aperto i negoziati di adesione con Ucraina e Moldavia. La Commissione dovrà riferire entro marzo 2024 dopo uno screening sul "necessario grado di rispetto dei criteri di adesione", si è deciso a Bruxelles. Alla fine del pranzo la premier pubblica su X uno scatto che li ospita tutti e tre. Un’altra foto, più informale, vede Meloni sorridente all’entrata di Palazzo Chigi in compagnia di entrambi.

L’ACCORDO TRA L’ITALIA

E L’ALBANIA

Meloni e Rama hanno stipulato un protocollo d’intesa sui migranti che l’opposizione a Tirana ha portato davanti alla Corte Costituzionale. Due i punti critici: il mancato rispetto della procedura di negoziazione e la violazione dei diritti umani. La decisione arriverà entro il 6 marzo 2024. Ma il il premier dell’Albania proprio ad Atreju si è detto fiducioso che la Corte si pronuncerà prima: "I giudici hanno fatto il loro dovere, perché per la Costituzione è automatico sospendere un accordo per prenderlo in considerazione prima della ratifica del Parlamento. È la prova che io non controllo le corti in Albania". Rama ha tenuto a far sapere che "non accetterei altre richieste da paesi europei, le abbiamo avute da altri Paesi Ue ma abbiamo detto di no". Non ha fatto nomi, perché "quelli magari sono Paesi cugini, e non Paesi fratelli come l’Italia". E ha voluto far sapere che le persone che arriveranno in Albania "non saranno portate a Guantanamo o nei lager come dice qualcuno. Bisogna avere rispetto per le vittime dei veri lager e di Guantanamo".

I RIMPATRI VOLONTARI ASSISTITI

Italia e Regno Unito hanno anche annunciato il co-finanziamento di un primo progetto di rimpatri volontari assistiti nei Paesi di origine, predisposto dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni a favore di migranti bloccati in Tunisia. È stato lo stesso Sunak a paragonare ad Atreju – dove la premier l’ha accolto come "un amico dell’Italia" – l’accordo tra l’Italia e l’Albania a quello tra Regno Unito e Ruanda: "Vogliamo tutti interrompere il modello di business di queste gang. E se questo ci richiederà di aggiornare per creare un framework sull’asilo politico dobbiamo farlo". Il suo governo firmerà un nuovo accordo con il Paese africano dopo che la Corte Suprema del Regno Unito aveva considerato illegale quello precedente.