Il corpo dei politici: così potenti eppure così fragili. Le patologie deI leader

Da Berlusconi con la bandana alle emicranie di Andreotti, dall’ulcera del Duce al diabete di Craxi. Gli otoliti della premier sono solo l’ultimo dei malanni entrati nel dibattito parlamentare.

Roma, 30 dicembre 2023 – Il corpo privato e il corpo pubblico. Meglio: l’uso del corpo in politica. Siamo nel 2004, è estate. Silvio Berlusconi è in Sardegna. E, come sovente gli accade, sorprende tutti: accoglie, col sorriso stampato in faccia (una faccia felice, soddisfatta) Tony e Cherie Blair a braccia aperte, ma soprattutto con una bandana a coprirgli il capo. I Blair sono stupiti. Poi si saprà che la suddetta, una volta tolta,avrebbe rivelato il mistero: il Cav si era fatto un trapianto di capelli per eliminare la calvizie. Per la cronaca, il 12 settembre, le Bal, l’allora egemone gruppo ultrà del Livorno, per la prima di campionato contro il Milan si presentarono a San Siro con in testa coperta una bandana e lo striscione "Silvio, stiamo arrivando".

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni
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Gag a parte, Berlusconi fece del suo corpo un uso accurato. Anche nelle circostanze meno piacevoli. Per parlare delle patologie non gravi, chi non ricorda i famosi occhiali scuri esibiti alla presentazione di un libro di Michaela Biancofiore nel 2014? Silvio soffriva di uveite, disturbo dell’occhio che, se non curato bene, può fare molto male alla vista. "Vi chiedo scusa per gli occhiali da sole – scandì col consueto buonumore – ma mi lacrima l’occhio sinistro". Già l’anno precedente aveva sofferto di uveite. Lui l’attribuiva a quella maledetta statuetta che gli fu lanciata a Milano nel 2009 (quattro denti saltati e seria ferita all’occhio). Fatto sta, senza entrare nei dettagli medici, che di uveite (e del leader del centrodestra con gli occhiali scuri) furono riempite paginate di giornali per giorni.

Ma gli esempi di patologie che hanno tormentato ex premier potrebbero essere tantissimi. Nella Prima Repubblica, celeberrime emicranie di Giulio Andreotti. E lui non ne faceva mistero. Ricordava Pippo Baudo: "Succedeva che la mitica signorina Enea, la sua segretaria, mi telefonasse per dirmi che il presidente mi aspettava nel suo studio, davanti a Montecitorio, alle 6 del mattino. Lui si alzava prestissimo, era tormentato dai mal di testa. Prendeva dell’Optalidon che comprava in Svizzera, pare fosse molto più potente di quello che si trovava qui. Dormiva pochissimo, cominciava a lavorare all’alba".

E, in una dolcissima lettera alla moglie del 10 agosto 1960, scriveva: "Cara Liviuccia, ieri ho ripensato spesso alle tue preoccupazioni per la mia salute, ma devi tranquillizzarti perché è una stagione nella quale ho più appetito del solito e ho raramente il mal di testa piccolo, mentre quello grande l’ho avuto solo sabato mattina".

Andreotti soffriva di feroci mal di testa sin da giovanissimo e aveva una costituzione fisica particolarmente fragile. Per dire: un medico militare gli disse (che tatto...) che presto sarebbe passato a miglior vita. Quando Andreotti divenne ministro della Difesa lo convocò per dirgli che stava bene. Ma il medico, nel frattempo, era morto…

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C’è poi la categoria dei politici di primo piano che devono smentire voci e sussurri sul loro stato di salute. Tra questi Benito Mussolini. In uno studio, apparso più di vent’anni fa su una rivista specializzata, si afferma che il Duce chiese di essere sottoposto al test di Wasserman che serve a certificare se un soggetto ha la sifilide. Troppe erano le insinuazioni sullo stato di salute del dittatore. Alla fine i risultati certificarono che Mussolini non soffriva del ’mal francese’. Ciò che è quasi certo, invece,è che la sua malattia fosse l’ulcera duodenale, anche se alcuni studiosi ipotizzano si trattasse di una fortissima gastrite, per la precisione di una gastrite cronica ipertrofica.

Naturalmente, le reali condizioni del Duce, resteranno avvolte nel mistero, dati i tempi. Ma è certo che soffrisse di patologie di genere vario. Di sicuro, affermano in molti, i medici del Ventennio, non riuscirono a capire mai completamente l’entità dei suoi malanni.

Altro presidente del Consiglio che patì le pene dell’inferno, specie nel periodo dell’esilio ad Hammamet fu Bettino Craxi, il socialista Bettino Craxi. Il diabete lo portò a contrarre patologie gravissime che, il 19 gennaio del 2000, lo condussero alla morte. Terribili, per chi ha visto di persona e in fotografia, le immagini del piede diabetico e degli ambienti ospedalieri in cui veniva curato.

E molti altri esempi si potrebbero fare. A esempio sulla malattia delle malattie di alcuni protagonisti del nostro Paese: la depressione. Perché il potere logora. Chi più, chi meno.