Sabato 13 Luglio 2024
GIORGIO CACCAMO, INVIATO
Politica

Il bilancio del G7, l’intesa su Kiev il risultato principale. Ora l’Italia vuole contare di più

La premier chiude il vertice dei leader: “Un successo, in Europa dobbiamo avere il ruolo che ci spetta”. Il Piano Mattei nell’agenda dei grandi. Migranti, accordo contro i trafficanti. Respinte le critiche su aborto e diritti: “Nessun passo indietro”

Bari, 16 giugno 2024 – Alla fine Giorgia Meloni non ha dubbi: il ‘suo’ G7 in Puglia è stato un successo. Nulla l’ha scalfito, né le polemiche interne della bagarre alla Camera, né quelle che lei stessa definisce "artefatte" sull’aborto e i diritti civili. La presidente del Consiglio si prende tutta la scena dell’ultimo giorno del vertice a Borgo Egnazia. E guarda già oltre, cioè a domani quando inizieranno le trattative per i futuri assetti della Ue: "A Bruxelles venga riconosciuto all’Italia il ruolo che le spetta", anche dopo il successo del vertice pugliese.

La premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa finale del G7 (Ansa)
La premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa finale del G7 (Ansa)

L’ultima giornata (ieri) inizia con gli incontri bilaterali con cui consolida rapporti e alleanze, dall’amico indiano Narendra Modi (sui social ritornano a essere i sorridenti "Melodi") ai leader africani e mediterranei con cui ribadisce l’impegno per lo sviluppo equo e strategico del Sud del mondo. Poi la conferenza stampa da un podio ricavato da un tronco di ulivo devastato dalla xylella, il parassita che ha messo in ginocchio le campagne pugliesi. Un simbolo di rinascita.

Il fact checking

A Borgo Egnazia è un esodo di giornalisti dal media centre di Bari. La conferenza stampa inizia in ritardo, poi Meloni presenta per quasi mezz’ora i risultati del vertice, una sintesi della dichiarazione finale in cui c’è tutto quello che sperava, dal Piano Mattei agli aiuti all’Ucraina, dall’intelligenza artificiale all’impegno sulle migrazioni. Per un’altra mezz’ora sono poi a giornalisti a farle le domande. Troppo poche, si lamentano però i cronisti.

La protagonista è comunque lei, la ex underdog, la perdente di successo. Si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. Innanzitutto sulle polemiche che hanno dominato la scena nei primi giorni del G7. "L’aborto? Polemica artefatta", sibila la premier. E sui diritti Lgbt? "In questi due anni non c’è stato nessun passo indietro".

I temi-chiave

Il mantra, insomma, anche nella conferenza stampa, è sottolineare i successi e non i piccoli inciampi. Come aver fatto inserire nella dichiarazione finale, a futuro impegno dei Grandi, il Piano Mattei per l’Africa. Come l’intesa sulla lotta al traffico di esseri umani: cita addirittura il modello Falcone-Borsellino, " follow the money ", seguire i soldi dei criminali che gestiscono il business dell’immigrazione illegale. Come l’entusiasmo per la partecipazione "storica" di papa Francesco e per aver parlato di intelligenza artificiale. Come, ovviamente, l’accordo mai in discussione sugli aiuti all’Ucraina con i proventi degli asset congelati alla Russia.

La questione Ucraina

Su questo punto, tuttavia, i dettagli devono ancora essere definiti. La premier ha risposto a domanda specifica sugli effetti di questa intesa per i bilanci nazionali: "Attualmente i Paesi Ue non intervengono". Nel giorno in cui in Svizzera si è aperta la Conferenza di pace, voluta da Zelensky ma senza Russia e Cina, Meloni spazza via qualsiasi dubbio e liquida come "iniziativa propagandistica" la presunta proposta di trattativa di Putin, cioè che Kiev rinunci alla Nato e alle quattro repubbliche occupate da Mosca. Che poi in pratica è la stessa proposta avanzata già nel 2022 appena dopo l’invasione.

Guerra e pace

La premier esordisce ribadendo un concetto ricorrente in questi giorni: respingiamo la narrazione che vede l’Occidente contro il resto del mondo, il vertice non è mai stato così aperto. Sul conflitto russo-ucraino l’attenzione, in effetti, è stata altissima. Su quanto accade nella Striscia di Gaza, invece, viene ribadito il sostegno alla soluzione proposta da Joe Biden: cessate il fuoco, rilascio degli ostaggi, aiuti umanitari, fine del conflitto. Ma le intenzioni si scontrano con le scarse possibilità che Hamas accolga il piano, che infine prevede la soluzione due popoli-due Stati. Ma d’altra parte, uno degli ospiti illustri, il turco Erdogan, lascia il G7 accusando gli Usa di "viziare Israele".

Da sette a nove

La presenza di Zelensky e soprattutto di papa Francesco fa diventare il G7 quasi un G9, una medaglia che Meloni si appunta sul petto e che proverà a spendere anche su altri tavoli. Giorgia (Meloni) li cita tutti per nome, i suoi ospiti: "Voglio ringraziare Joe (Biden), Emmanuel (Macron), Rishi (Sunak), Olaf (Scholz), Justin (Trudeau), Fumio (Kishida), Ursula (von der Leyen) e Charles (Michel)". Con Ursula, soprattutto, ora si aprirà un’altra partita. E Giorgia ci arriva forse più forte di prima. Per passare all’incasso.

Il Piano Mattei nell’agenda dei big

Nella dichiarazione finale del G7 viene citato due volte, è un risultato personale della premier Giorgia Meloni: il "piano Mattei" di partnership con l’Africa incontra il favore degli altri partner ed è inserito ufficialmente tra i progetti infrastrutturali e di sviluppo per i Sud del mondo che i sette Grandi intendono portare a compimento. Ma serve il comunicato congiunto di Meloni della African Development Bank per dettagliare la parte economica e finanziaria: 130 milioni di dollari sono già stati annunciati con il sostegno degli Emirati Arabi Uniti (non a caso presenti al summit), altri 300 dovrebbero arrivare da prestiti italiani e africani.

Bergoglio tra i leader, un evento storico

Negli annali del G7 e della diplomazia internazionale, resterà un’immagine indelebile: il Papa in mezzo ai Grandi della Terra. La presenza di Francesco l’ha voluta fortemente la premier Meloni, così come il tema su cui il pontefice è intervenuto, vale a dire l’intelligenza artificiale. La partecipazione nella sessione “outreach“ al pari di altri leader politici globali è un inedito e "un momento storico", come rivendicato da Meloni. Tra un monito sulla tecnologia "affascinante ma tremenda" e un giro di incontri bilaterali soprattutto sui temi della guerra, Bergoglio ha lanciato un messaggio chiaro: "Le macchine non devono uccidere l’uomo".

Zelensky incassa altri aiuti... in rubli

Al netto del Papa, il grande ospite – e parte in causa – del G7 è stato Volodymyr Zelensky. Che l’Ucraina sarebbe stata al centro delle trattative era risaputo, così come l’esito che i Grandi cercavano: l’accordo da 50 miliardi di dollari di prestiti a Kiev, anche per la ricostruzione, usando come garanzia gli interessi e gli extra-profitti sugli asset congelati alla Russia all’indomani dell’invasione dell’Ucraina nel 2022. I termini non sono ancora definiti. "Non è una confisca", la precisazione di Meloni. "È un furto", la replica di Vladimir Putin. Di certo un’intesa di rilievo alla vigilia della Conferenza convocata da Zelensky in Svizzera.

Scontro sull’aborto unico intoppo

I temi dell’agenda internazionale al G7 si sono mossi in linea con le aspettative. Solo in un caso si è rischiato seriamente l’incidente diplomatico. Benché la premier si sia poi affrettata a definire la polemica "artefatta" e Macron abbia smorzato limitandosi a ricordare che "i disaccordi sono noti", lo scontro dialettico sull’assenza della parola "aborto" dal testo finale ha tenuto banco. È bastato ribadire gli impegni previsti dal precedente summit di Hiroshima. E la premier ha assicurato che il governo non intende toccare la legge 194. Così come si è subito smontato il caso dei diritti Lgbt. "Nessun passo indietro", rivendica Meloni